No, Amore mio, non è che straparlo, è che questo è proprio il tuo primo “primo giorno di scuola”. Di primi giorni di scuola, infatti, per circa tredici anni almeno, ne vivrai una serie quasi infinita. Ma oggi, Bimba mia, oggi  è proprio il tuo primo primo giorno di scuola!

Ti osservo camminare davanti a me con lo zaino zeppo che quasi ti arriva ai piedi. Il tuo passo è lieve, ma sicuro. Lo sai che stai facendo i primissimi paassi lontano da me, verso la tua indipendenza? Lo sai che stai già camminando, inconsapevolmente, lungo la strada del sapere, della curiosità, della scoperta? Stai volando.

No, tu ancora in questo momento non lo sai, non lo puoi sapere. L’unica preoccupazione, questa mattina, è quella di ritrovare le tue amichette che non vedi da un po’. Ed è giusto che sia così. La mamma, invece, fino a ieri sera era tutta presa a preparare il materiale, etichettare, mettere nello zaino, incastrare orari…

Siamo arrivate in classe. Siamo le prime e tu ti accomodi in prima fila, come ti ha detto di fare il papà. La mamma si metteva sempre in fondo, lei era fatta così. Eppure è riuscita brillantemente in tutto (o quasi) nella vita.

Scegli dove sederti, domani, amore mio. Puoi stare anche in fondo. Se avrai voglia di imparare imparerai lo stesso. Oppure puoi decidere di stare in prima fila, che non è per niente male.

Sei tranquilla, serena, di una bellezza sfacciata che oggi davvero mi commuove. Le tue amichette ti hanno raggiunta e ti vedo bisbigliare e sorridere di quei piccoli segreti a noi mamme sconosciuti.

Scatto una foto ricordo e ti osservo ancora un instante, prima di guardare l’orologio: si è fatto tardi.

Adesso tocca alla mamma ad andare, ad allontanarsi con passo lieve per lasciarti in questo mondo che è solo tuo. In questo spazio costruirai grandi cose: imparerai l’alfabeto per scrivere e lasciare una traccia di te, ma anche per stare al mondo insieme agli altri; conoscerai i numeri, le gesta dei nostri avi e capirai come è bello imparare a leggere, perché chi legge sa e quello che saprai ti aiuterà a dare il giusto peso alle cose e a prendere le giuste misure.

Ricordati di parlare ad alta voce. Non aver vergogna di esprimere un’idea solo perché gli altri non la pensano come te.Impegnati e cerca di dare sempre il meglio, anche se questo richiede fatica.

Aiuta gli altri quando non sono capaci di fare una cosa, anche sequesto significa suggerire o scrivere qualcosa per loro (e le maestre si arrabbieranno). Dà loro la tua mano, se la vorranno.

Non tacere quando noti delle ingiustizie.

Sii curiosa, chiedi, fa’ domande. Anche ai bambini che ti sembrano diversi rispetto a te.

Assaggia tutto quello che ti mettono nel piatto: anche se alcuni cibi non ti convincono, magari poi li troverai deliziosi e non potrai più farne a meno.

Trova il tuo modo per farti rispettare. Ricordati sempre che la forza non sta nei  muscoli ma nel cervello. E se qualcuno ti rompe le scatole e non sai come dirglielo, puoi dirlo alla mamma. Lei ti aiuterà sempre.

Ma la mamma non se ne stava andando? Ah, già, le mamme sono fatte così. Ogni tanto si perdono in mille pensieri e si dimenticano persino di quello che stavano facendo.

C’è ancora tempo per una coccolina? Mi abbasso verso di te e ti strofino la faccia contro la mia. Ti bacio, ti abbraccio, per lasciarti addosso un po’ di quel proumo che ogni tanto mi chiedi di metterti.

Ok, adesso vado. Devo proprio andare.

E tu… Vola.

Vola, Bimba mia, vola!

(Lettera di una mamma emozionata nel primo giorno di scuola della sua Piccola Donna)

 

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