E’ sempre buona cosa prendere appunti, anche sbrigativi, durante i propri vagabondaggi perché spesso capita che, al rientro a casa, fai fatica a ritrovare il bandolo della matassa e a ricordarti esattamente ogni cosa fatta giorno dopo giorno. E’ per questo motivo che per ricordarmi tutto e dedicarmi, al rientro dal viaggio, al mio consueto reportage di fine estate, solitamente uso un taccuino che tengo sempre in borsa.

E’ commuovente tirarlo fuori al ritorno a casa e mettersi a scrivere e dire: “Caspita, meno male che ho annotato questo ricordo, altrimenti me lo sarei perso”. Notoriamente invio tutti i miei reportage al sito di Turisti per caso, ma visto che quest’anno c’è il blog, perché non scriverlo direttamente da qui?

Benone, ormai l’avete capito, la maggior parte del viaggio si è svolto in Bretagne e ha avuto la durata di quindici giorni. La successiva settimana è stata dedicata a una capatina in Belgio e al rientro in Italia, ma questa è un’altra storia.

Non metto foto per non appesantire il post, ma digitando i nomi delle varie località su Google vi renderete conto della bellezza mozzafiato dei posti visti. Qualche esempio: Saint Briac, Audierne, Golfo del Morbihan, Vannes, Dinard sono posti davvero da togliere il fiato!

31 luglio – PARTENZA DALL’ITALIA . Di notte. Mamma e bimbi dormono nei sedili posteriori. Papà sta al volante, sazio di una serata di note e musica.

Sono stanchissima e ho lavorato fino a poche ore fa. Poi, la corsa a casa, ritira i bimbi dal nido, Dudi dalla nonna e finisci di preparare le valigie. C’è sempre qualcosa che manca e quello che dimentichi è proprio la cosa di cui sentirai la mancanza. Quando la mia dolce metà rincasa dalla sua serata con la chitarra in spalla e riusciamo a metterci in macchina i bimbi sono stremati dal sonno e crollano immediatamente. Io sopravvivo qualche ora in più, ma già in Svizzera mi addormenterò per risvegliarmi a tratti durante le soste per il rifornimento. Percorriamo, così centinaia e centinaia di km.

01 agosto ARRIVO A AZAY LE RIDEAU (TOURS). Perché proprio questo paesino sulla Loira? Questo ve lo spiegherò più avanti, ma ha a che fare con qualcosa che si chiama “amicizia”.

Si sa, quando si viaggia con bimbi piccoli al seguito le soste durante il viaggio si moltiplicano. E’ così che quando passiamo da Orleans è già pomeriggio inoltrato e ci  rendiamo conto che a Tours manca ancora un po’ di strada. Patrick e Francoise ci stanno aspettando. Sono una coppia di amici che, quindici anni fa, mi hanno ospitato a casa loro per una vacanza studio. Patrick era il mio insegnante di fancese e ho portato il suo ricordo nel cuore per molti anni. Quando ci siamo ritrovati su Facebook e lui ha saputo di questa nostro viaggio in Bretagne ha insistito per rivederci, quindi… Eccoci qui.

Arriviamo ad Azay le Rideau, paesino noto per ospitare uno dei più conosciuti castelli delle Valli della Loira in stile rinascimentale verso le 16 e i nostri amici ci stanno aspettando. Non è cambiato molto in questi quindici anni. Loro hanno lo stesso entusiasmo di allora e la medesima curiosità. Io sono cresciuta e diventata mamma di tre bambini, certo, ma mi sento la solita scapestrata di allora e ho piacere di presentare loro la mia famiglia XL.

La giornata è splendida, i bimbi si rilassano in piscina e noi ceniamo in veranda e parliamo, parliamo, parliamo fino a sera. Reincontrarsi e ripercorrere insieme piccoli pezzetti di strada è sempre bello.

02 agosto – AZAY LE RIDEAU – VILLANDRY – TOURS – AZAY LE RIDEAU. Una giornata dedicata ad assaggiare le prime bellezze della Francia continentale. E i suoi sapori.

E’ vero, Patrick e Francoise ci ospitano con tanto affetto, ma non vogliamo pesare sulla loro quotidianità, quindi facciamo colazione insieme e poi ci dedichiamo una bella girovagata nella zona. Qui c’è tanto da vedere: oltre alla morbida campagna francese, il castello di Villandry, la zona dei Trogloditi, il castello della Belle au bois dormant, oltre a Tours, dove arriviamo per pranzo.

Ammiriamo la cattedrale e il centro storico, dove gironzoliamo osservando le facciate delle case a graticcio. La città è semi deserta per via delle vacanze estive. Nel tardo pomeriggio rincasiamo. Ci attende la cena di Francoise a base di delizie tipiche: ratatuille, paté di maiale, pomodori imbottiti, oltre al dolce alle ciliegie che si chiama Clafoutis. Il tutto accompagnato da litri di vino francese. Parliamo tutta la sera un po’ di tutto: delle differenze fra i nostri paesi, di musica, di teatro e di viaggi. I bimbi, intanto, giocano. Stiamo proprio bene.

03 agosto – DA AZAY LE RIDEAU A VANNES. Approdiamo in Bretagne! Vannes è di una bellezza fresca, ruvida e sfacciata.

Patrick ha ragione: se il navigatore ti dà 3 ore di distanza fra una città all’altra, con tre bimbi al seguito ne devi conteggiare almeno cinque. Infatti così è. Arriviamo a Vannes nel primo pomeriggio. Ci sistemiamo nel nostro hotel, l’Escale Oceania, che si trova proprio all’inizio del centro storico e usciamo subito alla scoperta della cittadina, una delle più belle della Bretagna, grazie alla sua autentica atmosfera medievale, con le mura di cinta e le porte fortificate, con le sue stradine tortuose e le piazze acciottolate e la sua vivacità e allegria che si si respira presso il piccolo porticciolo. Non facciamo in tempo a percorrere la strada che conduce al porto, che veniamo colti più volte da una fitta pioggia che si intervalla a momenti di sole caldo scoperto dalle nuvole. La zona del porto è un brulicare di gente e un susseguirsi di localini, bistrot e ristoranti. La sensazione che mi ha preso laggiù al porto è stata quella di avere i piedi su una terra che aveva visto tanti addii, tante partenze, tante lacrime. La pioggia battente ci scoraggia, però, dal fermarci lì per cena. Optiamo quindi per fare la spesa in un supermercato e proponiamo ai bimbi un pic nic in camera, a loro sempre gradito. Nel frattempo la pioggia lascia spazio a una bella serata dal sole tiepido e quindi decidiamo di fermarci ancora un po’ nella zona pedonale del centro per un aperitivo. I bambini giocano e noi ci godiamo una birra fresca con framboise, prima di dirigerci in camera per il pic nic e il doveroso riposo.

04 agosto – VANNES – GOLFO DEL MORBIHAN – POINTE DU RAZ – VANNES. Un girovagare affascinante alla scoperta di terre impervie. Nei polmoni aria frizzante, aria di mare, aria gelida.

Dopo la colazione pantagruelica (da La mie Caline quattro pains au chocolat al prezzo di tre) saliamo in macchina alla scoperta del golfo del Morbihan e del Finistère. Noi grandi siamo stati in Bretagne una dozzina di anni fa e abbiamo già assaporato la zona di Carnac e del Finistère del nord quindi, per non sottoporre i bimbi a spostamenti troppo lunghi, escludiamo queste mete dal nostro viaggio. Raggiungiamo Quimper attraverso la strada a percorrenza veloce (non ci sono autostrade in Bretagne) e poi prendiamo la litoranea, che ci accompagna attraverso minuscoli paesi caratteristici, dove non manca mai la classica boulangerie o charcuterie per cui i francesi vanno davvero matti!

In tarda mattinata arriviamo a Audierne. Il mare, fino ad allora visto a tratti dalla costa e del quale avresti persino dubitato dell’effettiva esistenza, giunti a Audierne, ci si apre davanti in tutta la sua magnificenza. Il paese è situato su un fiordo dalla bellezza sfacciata, caratterizzato da una costa rocciosa e punteggiata di casette immerse nel verde da una parte, e il lungomare al di là del lungo ponte, che è un susseguirsi di casette bianche, locali e negozi. L’odore del mare sembra penetrarci nella pelle. L’aria è fresca e piacevole e un sole tiepido buca le nuvole. Ci tratteniamo fino all’ora di pranzo ammirando le barche attraccate e ci fermiamo a gustare un favoloso piatto di moules frites annaffiato da fresco sidro al ristorantino Albatros, che consiglio per l’ottimo rapporto qualità prezzo e la gentilezza del gestore, soprattutto con i bimbi. Loro divorano piatti di patatine fritte e sono felicissimi!

Approfittiamo poi del pisolino dei piccoli per allungarci sino a Pointe du  Raz, che dista una quindicina di Km da Audierne. Le scogliere che si tuffano nel mare sono impervie e ricoperte di edera e vegetazione bassa ma rigogliosa. Centinaia di metri più in basso, il mare si infrange schiumoso contro le rocce. Arrivando sulla punta il panorama ti mozza il fiato, anche se credo che dopo che hai visto le Cliff of Moher in Irlanda nulla ti può colpire di più. La visita, con camminata inclusa che richiede non meno di un’ora e durante la quale naturalmente i bimbi hanno interrotto la loro nanna, si conclude con un bel gelato nell’area attrezzata con bar e negozi di souvenir. I bimbi si riaddormentano sulla strada del ritorno e noi grandi possiamo finalmente chiacchierare senza interruzioni. La sera, arrivati a Vannes e dopo esserci riposati un po’, andiamo a cena da Buffalo Grill, una catena americana dove puoi gustare hamburger e patatine a prezzi da fast food e dove è presente anche un’area bimbi per far svagare un po’ i nostri piccoli esploratori.

05 agosto – DA VANNES A SAINT BRIAC. Verso una settimana alla scoperta della Cote d’Emeraude.

Non è bello quando continui a seguire le indicazioni per Saint Brieuc e arrivati a destinazione ti rendi conto che, invece, la struttura che hai prenotato per i prossimi sette giorni si trova 80 km più in là, a Saint Briac, anziché Saint Brieuc. Litigata colossale e avvilimento generale della sottoscritta (con terrore di aver prenotato in un posto non bello) a parte, verso l’ora pranzo siamo ancora in auto e ci stiamo dirigendo in direzione Saint Malò per raggiungere la Cote d’Emeraude, dove si trova il nostro Camping. Quando arriviamo nei pressi della baia da cui scorgi sia Saint Malo che Dinard sono confortata nell’accorgermi che la zona è davvero splendida e spero lo sia anche il Camping Emeraude****, prenotato dall’Italia per la settimana a venire.

Giunti a Saint Briac, ci si apre una vista spettacolare: un’insenatura con mare dalle mille sfumature, costellato da centinaia di barche attraccate e delimitato da una lingua di sabbia chiara che se non sapessi di trovarti in Brtetagne ti sembrerebbe di essere alle Antille! Il posto è bellissimo e tiro davvero un sospiro di sollievo!

Anche il Camping non tradisce le mie aspettative: piscina riscaldata all’aperto con scivoli, aree attrezzate, gonfiabili per i più piccoli e, oltre alla zona adibita ai campeggiatori, decine di cottage  e chalet per le famiglie. Il nostro cottage è delizioso: due piccole camere, bagnetto, cucina e sala da pranzo, oltre alla veranda dove c’è un tavolo con ombrellone. Ah, dimenticavo, zero televisore. Prendiamo possesso della nostra casetta (che Paco battezza “Casa grande”, non si sa perché) e dedichiamo il pomeriggio al riposo, meritato, e ai giochi in piscina. Per cena cuciniamo pasta col pomodoro e gustiamo prodotti tipici della zona acquistati al supermercato (affettati, paté…). L’aria è frizzante e ci tocca accendere il riscaldamento, ma lo spirito dei viaggiatori ci rende entusiasti dell’esperienza che stiamo vivendo e ci sentiamo tutti davvero felici.

06 agosto – SAINT BRIAC – DINARD – SAINT LUNAIRE – SAINT BRIAC. Una giornata dedicata alle spiagge, al mare, ai gabbiani, ai castelli di sabbia..

Non so perché, ma ero convinta che Dinard non fosse nulla di che. Invece è una graziosissima località di villeggiatura con case in stile Belle Epoque e spiagge bellissime e attrezzate che non ha proprio nulla da invidiare alle località della Costa Azzurra. La spiaggia principale, vastissima e ben tenuta, è caratterizzata da tende a strisce bianche e blu e spazi giochi (a pagamento) per i bambini. Il lungomare elegante ospita una lunga passeggiata, un casinò e decine di locali. In uno di questi ci fermiamo a fare colazione. Quasi tutti i bar in Francia propongono colazioni a un costo che varia dai 6 ai 10 euro a base di bevanda calda, succo d’arancia, croissant e pane burro e marmellata. La giornata è proprio bella e il sole splende alto nel cielo.

Non ci fermiamo, però, a Dinard, ma torniamo indietro verso Saint Briac prediligendo la spiaggia di Saint Lunaire, altrettanto bella e pulita, ma più piccola. I bimbi giocano con secchiello e palette, azzardiamo anche un veloce bagno nell’acqua gelida e terminiamo la mattinata con un pranzo veloce a base di patatine fritte e hot dog acquistati al bar della spiaggia.

Terminiamo la giornata nel nostro Camping, con lunghi bagni in piscina, tuffi e nuotate. Anche i piccoli si divertono nella piscinetta dove l’acqua ci arriva alle caviglie e loro fanno davvero i matti! Il tempo è splendido e riusciamo persino ad abbronzarci!

07 agosto – SAINT BRIAC – SAINT MALO – SAINT BRIAC. Torniamo dopo oltre dieci anni a Saint Malò. La sua bellezza rimane invariata. Il gioco della marea incanta grandi e bambini.

Non è necessario descrivere la bellezza di Saint Malo, la città costiera, fortificata da bastioni il cui centro storico è costruito su un’isola collegata alla costa. Arriviamo al mattino presto e parcheggiamo la macchina fuori dalle mura dove un cartello annuncia: “Attenzione, il parcheggio può essere inondato dall’alta marea”. Ridiamo, ma non troppo. Scarichiamo il nostro passeggino doppio e la nostra prole e ci dedichiamo una splendida colazione, la migliore della vacanza, appena dentro le mura. I turisti sono già molti, ma riusciamo ad accaparrarci un tavolino al sole dove gustiamo sublimi marmellate al rabarbaro e ai fichi e deliziosi nettari di mela.

La mattinata è un girovagare fra le stradine del centro alla ricerca del localino dove anni fa abbiamo pranzato insieme. Il locale non lo troveremo e pranzeremo, invece, in un ristorante marocchino dove gusteremo un ottimo cous cous di carne e le consuete moules frites. Il resto della giornata la dedichiamo ai giochi in spiaggia, nella spiaggia principale, quella alla fine della quale ci sono i tronchi di legno che indicano l’innalzarsi della marea. Rimango colpita da quanto l’acqua sia pulita. é davvero cristallina e i bimbi, che hanno sempre il costume a portata di mano, si divertono ad immergersi nell’acqua e a fare buche e a scrivere e disegnare sulla sabbia. Il gioco della marea, intanto, ci incanta…

Alla fine della giornata, realizzo che ho due ricordi molto diversi di questa cittadina. Il primo mi rievoca una ragazzina spensierata avvolta dalla bruma in una giornata estiva ma molto fredda, che trema nel suo vestitino leggero a fiori ed è costretta a indossare il k-way in una foto che rimarrà storica. Il secondo contempla la stessa donna, anni dopo, accerchiata dai suoi marmocchi, in una giornata di sole dove del k-way non c’è nessun bisogno. Saint Malo rimane per me una città magica dove in due momenti diversi della mia vita ho sognato. Accanto a me, il compagno di sempre e le note evocative di questa canzone strumentale.

08 agosto – SAINT BRIAC – DINARD – SAINT BRIAC. Giornata interamente dedicate alla vita da spiaggia e alla piscina.

La Plage de l’Ecluse è la spiaggia principale di Dinard. Mi incanto a osservare la sua vastità e la pace che caratterizza la baia. Le tende a strisce bianche e blu e la lunga passeggiata che si ammira dalla spiaggia, ne fanno una cartolina d’altri tempi. La sabbia è chiara e finissima e, se non fosse per l’acqua del mare che è davvero fredda e mi consente di immergermi soltanto fino all’ombelico, ci passerei intere settimane! Oggi vogliamo dedicarci interamente ai bimbi ed evitare loro spostamenti in macchina, quindi trascorriamo in spiaggia tutta la mattina. Rientrati al Camping ci riposiamo un po’ e poi… Tutti in piscina!

La sera, scendiamo a Saint Briac, in paese, dove ceniamo al ristorante Chez Mademoiselle, che rimarrà nel mio cuore per l’atmosfera calda e distesa e la gentilezza del gestore. Noi grandi ci gustiamo le solite e deliziose moules frites. Per Dudi un piatto di crevettes, mentre i piccoli, che hanno già cenato prima di arrivare qui, fanno festa con le solite patatine fritte. Siamo all’interno del ristorante, anche se c’è pure qualche tavolino all’aperto e, visto che qui il sole tramonta tardi, non ci rendiamo conto che la sera sta calando. Quando usciamo, infatti, sono già le 22 passate, l’aria è fresca e noi siamo pronti per rincasare.

09 agosto – SAINT BRIAC – DINAN – SAINT BRIAC. La visita a Dinan ci riporta indietro nel tempo, fino al Medioevo.

Abbiamo scelto di dedicare la mattinata alla visita di Dinan, che in realtà avevamo già visto anni fa, ma che ricordiamo come paesino carino e caratteristico. Parcheggiamo, come sempre, in un autosilo appena fuori dal centro storico e ci incamminiamo per le viuzze di questo paesino con case a graticcio che è davvero un gioiellino. Anche oggi splende il sole e il nostro girovagare è davvero piacevole. Pranziamo in una piazzetta nella zona pedonale del paese. Io assaggio, per la prima volta da quando siamo in Bretagne, la fantomatica galette, che però non mi lascia entusiasta. Infatti non la ordinerò più. Il sapore del grano saraceno non mi attira e la galette in questione mi resterà anche indigesta.

Dopo una capatina al supermarket per fare la spesa, rincasiamo e dedichiamo il pomeriggio ai giochi in piscina. D’altronde dobbiamo approfittare del bel tempo per goderci la vita all’aria aperta e per far svagare i nostri piccoli.

Questa sera… Bucatini all’amatriciana, cucinati nel nostro cottage e gustati tutti insieme.

10 agosto – SAINT BRIAC – DINARD – SAINT BRIAC. Giornata interamente dedicate alla vita da spiaggia.

Questa mattina, muniti di ombrellone, crema solare e tutto l’occorrente per fare castelli e polpette di sabbia siamo già di buon’ora sulla spiaggia di Dinard. E’ sabato e la spiaggia è affollatissima, però è talmente vasta da consentire davvero a tutti di trovare il proprio spazio. I piccoli si divertono tanto e io mi incanto a osservare le persone intorno a noi. Ci sono tante famiglie, ma anche molti giovani. E’ un turismo senz’altro selezionato. gli avventori sono tutte persone ben vestite, di livello, educate. Ci sono tante coppie con bambini. Tanti francesi hanno tre figli, mentre da noi in Italia è una rarità.

Pranziamo in spiaggia gustando panini e hot dog acquistati ai baracchini sul lungomare e facciamo dormire i piccoli sotto l’ombrellone. Al loro risveglio, ci concediamo un gelato al bar dell’altra mattina. Apprendiamo che questa sera ci saranno i fuochi d’artificio e capiamo perché la cittadina si sta riempiendo all’inverosimile. Visto che comincia a fare freschino e sta quasi per piovere… Decidiamo di scappare a casa!

11 agosto – SAINT BRIAC – CAP FREHEL – SAINT BRIAC. Meglio visitare questo tratto di costa battuto dal vento e dalla forza del mare in un giorno grigio e di pioggia.

Spesso in Bretagne le nuvole avvistate di prima mattina non lasciano immaginare facilmente che il cielo potrebbe aprirsi da lì a qualche ora e lasciare spazio persino a una giornata di sole. Oggi, però,  non è così e le nuvole nere promettono solo pioggia. Decidiamo, visto che di mare e piscina non se ne parla, di andare a visitare Cap Frehel.

Siccome non ci corre dietro nessuno, ci fermiamo a girovagare per mercato del paese. Sono convinta che non ci sia nulla di meglio per capire le dinamiche e le usanze di un paese, di osservare la gente al mercato o al supermercato. Ho notato tante bancarelle che vendevano cibo già pronto, diverse bancarelle di gomitoli di lana che da tempo non vedo più in Italia, e molti venditori di articoli di abbigliamento per bambini di un certo livello. Anche se l’articolo che davvero la fa da padrona, sono i saponi profumati a prezzi, secondo me, proibitivi.

La strada che conduce da Saint Briac a Cap Frehel (33 km circa di distanza) è una statale che passa attraverso paesini caratteristici e dalla quale si possono ammirare tratti di costa e spiagge di sabbia fine bellissime, oltre a splendide campagne e prati fioriti. E’ uno dei tratti di strada che più mi hanno colpito in questo viaggio. Pian piano, mentre guidi, ti rendi conto che la costa si sta alzando e che non vedrai più spiaggie di sabbia ma alte scogliere.

Prima di arrivare a Cap Frehel, ci fermiamo in una locanda sulla strada, dove gustiamo, per l’ennesima volta le nostre amate moules frites, qui accompagnate da una bella birra fresca. I piccoli dormono nel passeggino, mentre Dudi non sa resistere alla tentazione di una pizza, scelta dal menù bimbi. Ogni ristorante o locale in Francia annovera nel menù un menù bimbi, quasi sempre a base di hamburger e patatine, bibita e gelato. Qui figurava, invece, la pizza e non era nemmeno tanto male.

Il cielo è gonfio di pioggia e quando arriviamo al Cap sta piovendo decisamente forte. Questo credo sia il clima ideale per ammirare questo genere di bellezza. C’è addirittura quella foschia che ti lascia immaginare di essere fra le nuvole. Però fa anche freddo e nonostante noi tutti siamo equipaggiati con felpe e k-way, la nostra è una visita rapida, che termina quasi subito (sotto il faro, che ci fa da riparo).

Durante il tragitto di ritorno ammiriamo le bellezze già viste all’andata. I bimbi dormono sui sedili posteriori. Peccato che l’ultimo giorno sulla Cote d’Emeraude sia stato brutto. Nonostante questo, il papà e la figlia maggiore azzardano un bagno in piscina prima di cena e sotto la pioggia!

12 agosto – DA SAINT BRIAC A DINAN , VISITANDO CANCALE. L’odore del mare e delle ostriche ti rimane nel naso. E osservare l’innalzarsi della marea lascia senza parole.

Dall’Italia non avevo considerato la difficoltà nel riuscire a prenotare le ultime notti del nostro viaggio. Scegliamo una sistemazione strategica per visitare gli ultimi posti che sono nella nostra lista delle mete imperdibili in Bretagne: Cancale e Perros Guirec e Ploumanach (queste ultime veramente le abbiamo già viste, ma desideriamo ritornarci). Così, una chambre d’hotes appena fuori Dinan fa al caso nostro e la prenotiamo per due notti.

Oggi vogliamo visitare Cancale, località nota per l’allevamento delle ostriche e centro turistico della Cote d’Emeraude.

In una quarantina di minuti giungiamo a Cancale, che è una pittoresca cittadina incastonata in una baia molto suggestiva dove, con la bassa marea, si possono ammirare le coltivazioni di ostriche. A noi personalmente non fanno impazzire, ma ho visto turisti fuori di testa per questi frutti di mare, gustarli presso i baracchini del porto, o anche in spiaggia o seduti sul marciapiedi.

Per noi Cancale è stata una piacevole sorpresa. Siamo arrivati nella parte alta della cittadina e siamo rimasti un po’ perplessi. Abbiamo capito, dopo, che la zona più caratteristica è quella del porto, dove siamo scesi e dove abbiamo trovato un paesino caratteristico, con un susseguirsi di case colorate e ristorantini allineati uno dietro l’altro in un arcobaleno di colori.. Il tutto su un’unica strada, quella a ridosso della spiaggia In qualche modo, sarà per via del caos o per il gran caldo, Cancale ci ricorda i nostri paeselli di mare del sud  Italia. Qui il mio compagno di viaggio ha gustato le migliori moules frites del viaggio, mentre io, tanto per cambiare un po’, mi sono concessa una zuppa di pesce che però non mi ha lasciato senza parole. Pranziamo accanto a un gruppo di spagnoli con i quali ci mettiamo a chiacchierare (si sa, quando italiani e spagnoli si incontrano è tutta una chiacchiera, per via dell’idioma simile).

Il caldo e il sole ci invitano a passare il pomeriggio in spiaggia a raccogliere conchiglie e gusci di ostriche. I bimbi fanno il bagno e si divertono, in quello che è l’acquitrino creato dall’innalzarsi della marea. Il livello del mare si alza talmente velocemente da sommergere la spiaggia in meno di due ore e lo spettacolo è davvero affascinante.

Durante il viaggio di rientro i bambini crollano in un morbido sonno e noi anche dormiremmo volentieri. Ceniamo nel nostro piccolo appartamento. Domani ci sveglieremo presto, vogliamo raggiungere Ploumanach.

13 agosto – DINAN – PERROS GUIREC – PLOUMANACH – DINAN. Giornata revival. Alla ricerca di vecchi sapori e profumi sulla magica Costa di Granito Rosa.

Partiamo da Dinan di buon’ora perché lo spostamento di oggi richiede un paio d’ore. Siamo diretti verso la Costa di Granito Rosa, che occupa un posto speciale nel mio cuore. Durante la nostra prima vacanza in Bretagne, dodici anni fa, avevamo campeggiato a Perros Guirec e Ploumanach ci aveva tanto colpiti per le sue scogliere di granito rosa, imponenti formazioni rocciose modellate dal vento e dal mare, per il suo faro e quell’atmosfera tipica dei piccoli paesi che si popolano soltanto qualche mese all’anno.

Quando arriviamo a Perros Guirec notiamo che, negli anni, ben poco è cambiato. C’è lo stesso lungomare, lo stesso pontile con centinaia di barche attraccate, lo stesso campeggio che ammiriamo dalla strada. Proseguiamo poi sul promontorio che ci condurrà a Ploumanach. La costa è splendida e, complice la bella giornata, ci fermiamo più volte ad ammirare il paesaggio che, dall’alto, ci  stupisce con spiagge dalla sabbia chiarissima e acque cristalline. Le rocce dal colore rosa rendono il tutto ancora più straordinario.

Ploumanach la ritrovo così come l’avevo lasciata. I bimbi scorrazzano sulla spiaggia di piccoli granelli rosa, arrampicandosi sugli scogli dalle forme arrotondate. Purtroppo il tutto durerà poco perchè un acquazzone è in agguato.

Pranziamo nello stesso locale dove avevamo cenato ai tempi. Io mi ero fissata nel voler gustare un piatto di frutti di mare che, oltre a costare un botto (25 euro a testa) si è rivelato una pessima scelta: è quel genere di piatto che va gustato piano piano in tutta tranquillità. Come fare con tre bimbi sotto i sei anni come commensali? La vicenda mi ha insegnato che spesso, quando torni dopo anni nello stesso posto, è sbagliato cercare di replicare a tutti i costi  quanto fatto in precedenza.

La strada del rientro ci regala un po’ di traffico e ci spazientisce un po’, ma decidiamo di non abbandonarci alla stanchezza e di gustare l’ultima nostra cena bretone a Dinan, nel centro storico. Troviamo un localino con tavolini all’aperto dove gustiamo enormi hamburger con patatine (al rientro dovranno farci una lavanda gastrica!) e ci mettiamo a conversare con una coppia di inglesi che ci fa i complimenti per come i nostri bambini sono educati a tavola. Naturalmente la cosa ci fa enormemente piacere.

14 agosto – DA DINAN A ROUEN. Lasciamo la Bretagne e ci dedichiamo una tappa in Normandia. Honfleur è un vero gioiello.

Oggi lasciamo la Bretagne, anche se sappiamo che più di un addio si tratta di un arrivederci. Ci dirigiamo verso la Normandia e decidiamo di spezzare il viaggio in due con una tappa, per pranzo a Honfleur. Ecco, a chiunque cerchi una meta sulla costa in Normandia, consiglio di non perdersi Honfleur, perché è una vera meraviglia che sembra essere rimasta immutata nel tempo. Unisce il fascino dei piccoli porti di mare con quell’atmosfera tipica dei piccoli borghi quasi dimenticati e caratterizzate dalle facciate delle case colorate e appiccicate l’una all’altra.

Pranziamo nell’imperdibile zona denominata Vieux Bassin, che poi è il vecchio porto incorniciato da splendide case colorate a graticcio che ti danno l’illusione di vivere dentro a una cartolina! I tetti delle case in ardesia contribuiscono a farti vivere quella sensazione di trovarti indietro nel tempo. Mentre siamo seduti al tavolo all’aperto che dà sul pontile, osserviamo i velieri ancorati alle banchine che ricordano la tradizione marittima secolare del paesino. Dedichiamo le ultime mezz’ore della nostra visita al girovagare attorno al porticciolo e poi concediamo ai nostri piccoli esploratori un giro sulla giostra. Si tratta di quelle vecchie ed eleganti giostre con i cavalli che fanno su e giù, le carrozze, gli elefanti e i leoni. Dudi ha il volto trasfigurato dalla gioia mentre cavalca il suo cavallo e porterò per sempre nel cuore questa immagine. I due piccoli sono un po’ spaventati e non si godono a pieno il momento.

Salutiamo Honfleur e, percorrendo il ponte di Normandie, proseguiamo il nostro viaggio che ci condurrà, nel tardo pomeriggio a Rouen. Quest’ultimo pernottamento ci costa caro (150 euro una tripla con due lettini bebé in aggiunta), tanto più che non riusciamo a goderci la serata per via della pioggia battente e i km percorsi a piedi per trovare l’unico locale aperto: un Mc Donald’s. D’altronde non avevamo prenotato nulla dall’Italia e questo pernottamento era rimasto scoperto. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso…”.

15 agosto – DA ROUEN A LIEGI. Abbandoniamo la Francia per dirigerci verso il Belgio.

Facciamo colazione nel centro storico di Rouen, dove Dudi gusta un mega macaron alla ciliegia e noi altri degli ottimi pain au chocolat. In circa quattro ore dovremmo raggiungere il Belgio, Liegi per l’esattezza. Salutiamo definitivamente la Francia. Gli ultimi giorni del viaggio saranno oltre il confine. Ma questa è un’altra storia.

IN PILLOLE – INFO PRATICHE – NOTE APPUNTATE QUA E LA’

La Bretagne è una terra bellissima, con paesaggi dalla bellezza sconvolgente e molto vari nel loro genere. Si passa dai caratteristici villaggi di pescatori a campagne sterminate con palle di fieno disseminate qua e là, intervallati da spiagge immense di sabbia chiara e scogliere altissime ricoperte di erica.

Il clima è la nota dolente di questa terra. Nonostante noi siamo stati molto fortunati, spesso piove e le temperature estive non sono esattamente simili alle nostre. E’ anche vero che le nuvole che magari a inizio giornata possono lasciar presagire tempo pessimo, in un attimo possono scorrere via e lasciare spazio a un sole inaspettato.

Una famiglia di cinque persone deve conteggiare una media di 100 euro a notte per i pernottamenti (a meno che non usufruisca di super offerte o prezzi concordati in anticipo: qui la quotazione può abbassarsi, ma mai sotto gli 80 euro).

Noi ci siamo sempre organizzati, per quanto riguarda i pasti, con un pranzo frugale (street food o alimenti acquistati al supermercato) e una cena in locali/ristoranti. Questa modalità, includendo magari anche una merenda pomeridiana (gelato o crepe) e considerando anche qui cinque bocche da sfamare, richiede circa 100 euro al giorno per il vitto. Naturalmente si può ridurre la spesa scegliendo di preparare in autonomia le cene nelle strutture che lo consentano.

I bambini sono i benvenuti in qualsiasi struttura quale bar, ristorante, hotel. Quasi tutti i locali o ristoranti prevedono un menù bimbi che può variare dai5 agli 8 euro. Non si fatica a trovare seggioloni o fasciatoi nei pubblici esercizi.

Le autostrade in Francia sono care! I pedaggi sono frequenti e a prezzi non modici. Si possono scegliere anche strade alternative, che non garantiscono la velocità di percorrenza delle autostrade. I prezzi della benzina, per contro, li abbiamo trovati sempre inferiori rispetto all’Italia. I parcheggi a pagamento, non sempre a prezzi modici, garantiscono sicurezza e facilità di trovare posti nei centri più grandi.

Spero che queste riflessioni possano esservi utili e vi lascio con questo aforisma sul viaggio:

Qual è il vero significato della parola viaggiare? Cambiare località? Assolutamente no! Viaggiare è cambiare opinioni e pregiudizi.
(Anatole France)

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