Viaggiare in macchina per il nord Europa con tre bimbi dai 2 ai 6 anni al seguito… si può!

Ve lo assicuro, perché l’ho sperimentato quest’estate, percorrendo più di 4.000 km in tre settimane.

Gli ingredienti principali del viaggio in questione sono i seguenti: organizzazione, curiosità, alleggerimenti, spirito di adattamento, tanta pazienza, sense of humour, voglia di stare insieme, risate, spirito di squadra, empatia, fantasia e, perché no, mettiamoci pure una bella dose di fortuna.

I trucchetti da adottare quando si viaggia in auto con bimbi piccoli sono pochi ma importanti: occorre concentrare le ore di guida in concomitanza con le loro ore di sonno (che purtroppo, o per fortuna, non coincidono con le nostre). Bisogna prevedere numerose soste di alleggerimento mentre si è in macchina e loro sono svegli (per mangiare, per sgranchirsi le gambe, per fare pipì, per fermarsi a godersi un bel panorama). Bisogna ritagliare le visite e le escursioni tenendo conto delle loro esigenze e dei loro ritmi, facendole coincidere con momenti distensivi quali visita di un acquario o di un parco. Occorre il più possibile orientare il viaggio considerando il loro divertimento, privilegiando così attività quali lo sport, il mare, le passeggiate, le scorrazzate e, ma sì, anche il cazzeggio.

Durante gli spostamenti in macchina non deve mai mancare una borsa frigo contenente cibo e acqua, oltre a tanta fantasia per intrattenere i nostri piccoli (ad esempio proponendo quei giochini simpatici di cui ho parlato qui). Fondamentale, anche se dovrebbe essere sottinteso, è viaggiare in sicurezza, tenendo sempre le cinture allacciate e usando i seggiolini anche per brevissimi spostamenti. E, infine, prevedere delle soste magari anche fuori programma quando ci cala la palpebra (Conversazione tipo. Lei: “Amore, mi stai ascoltando? Mi sembra che ogni tanto i tuoi riflessi siano un tantino rallentati”. Lui: ”Ah, ehm… Scusami, mi stavo per addormentare”).

L’organizzazione del bagagliaio è fondamentale: tutto deve essere il più possibile al posto giusto e a portata di mano (anche se sfido chiunque a trovare, l’ultimo giorno del viaggio, con facilità il souvenir comprato per la nonna il primo giorno di vacanza e ficcato chissà dove). Può essere utile seguire i consigli che ho indicato qui e organizzare borse e borsoni a tema. E se qualcosa non si trova… Pazienza. Basta concedersi una bella sfuriata con il partner o anche con i bambini, che è sempre utile a distendere i nervi e smorzare lo stress.

L’organizzazione dell’itinerario prima di partire è basilare. Questa regola l’ho compresa quest’anno e, ahimé, a mie spese. Finché si è in due o anche in tre si possono lasciare alcune giornate scoperte da prenotazioni fatte in anticipo. Ma se si è in cinque questo va evitato (specie se si viaggia in periodi di alta stagione), pena spese eccessive o rischio di non riuscire a trovare sistemazioni adeguate. Meglio prenotare, invece, tutto da casa prima della partenza e valutare, piuttosto, delle cancellazioni o modifiche in itinere (con Internet e smartphone, ormai, tutto è possibile e alla massima velocità).

E’ importante che i bimbi sappiano quello che stanno facendo. Raccontare loro, ancora prima di partire ma anche durante la spedizione, che questa esperienza non è una semplice vacanza ma un viaggio da veri esploratori, che li arricchirà e consentirà loro di scoprire il mondo con gli occhi pieni di meraviglia che sono una caratteristica propria dei piccoli. Sono infatti note le potenzialità del viaggio per lo sviluppo cognitivo del bambino.

E’ importante, allo stesso modo, che i genitori sappiano quello che stanno facendo. E che si mettano un freno quando si rendono conto che i bambini sono troppo stanchi e che non riusciranno a gestire una serata mondana (che invece interessa tanto alla mamma o al papà) o una visita al museo. Che evitino situazioni pericolose, ma anche noiose o imprudenti. I nostri bimbi sono bravissimi e ci seguirebbero anche in capo al mondo. Noi, però, non dobbiamo mai dimenticarci che abbiamo accanto piccoli viaggiatori con ritmi, esigenze e abitudini diverse dalle nostre.

La vita all’aria aperta. Quando non si è in macchina per gli spostamenti del caso, bisogna privilegiare le attività di svago all’aria aperta. Si sa, le ore alla guida, ma anche come passeggeri, stancano chiunque. Quindi, appena scesi dall’auto, via libera al divertimento, allo sport, alle corse a perdifiato.

Tutti responsabilizzati. Durante un viaggio on the road che prevede diverse tappe, ognuno degli esploratori va responsabilizzato. Anche i più piccoli avranno dei compiti ben precisi da seguire. Così, mentre il papà guida, la mamma studia la cartina e prepara i panin. I piccoli possono darsi da fare pulendo il parabrezza all’area di servizio mentre il papà fa benzina. Arrivati a destinazione, ognuno si occuperà, per quanto possibile, del proprio bagaglio.

Prevedere delle concessioni normalmente non previste. I nostri piccoli ci stanno seguendo in capo al mondo. Visto che siamo in vacanza e loro si stanno comportando bene, possiamo concedere loro, ogni tanto, il succo di frutta o la merendina che normalmente non acquistiamo. Allo stesso modo, l’orario della nanna può essere posticipato di qualche ora (siamo in vacanza, eccheccavolo!).

E per i pasti? Non sembra, ma se le strutture scelte non prevedono un angolo cottura, un viaggio itinerante spesso rischia di vedere lievitati i suoi costi quando le bocche in questione sono tante (anche se piccole) e si deve mangiar fuori a pranzo e cena. Noi adottiamo questa strategia: pranzo frugale con alimenti acquistati al supermercato o street food economici e cena (momento distensivo e conviviale) al ristorante/pub/bar.

Infine, viaggiare insieme è bello perché si possono condividere delle emozioni. Trovarsi a tavola, la sera, e parlare delle emozioni provate, dei posti che abbiamo visitato e delle persone che ci hanno colpito aiuta a mantenere vivi i ricordi e a confrontarsi per capire che, le stesse esperienze possono essere vissute in maniera diversa dai vari viaggiatori.

Si sa, ognuno osserva la realtà con i propri occhi.

E se proprio questo viaggio on the road non vi è piaciuto, l’anno prossimo ci dedicheremo una settimana all inclusive alle Canarie!

 

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