Per la nostra piccola grande tribù (leggi: la mia famiglia) il 23 maggio di ogni anno si apre un mese solare di compleanni pazzesco. Nell’arco di un mese esatto,  infatti, tutti noi cinque compiamo gli anni.
E qui si apre un argomento a me molto caro,  ma per il quale molte volte sono stata fraintesa: so che cosa significhi fare cinque regali per cinque persone nell’arco di trenta giorni e so che questa cosa può determinare un problema, in termini di spesa e di sprechi.

Soprattutto, so che cosa significhi,  indipendentemente dal compleanno,  recarsi in una famiglia in cui convivono tre bambini e voler portare a ciascuno un pensierino. Significa,  se ti orienti sull’ abbigliamento a costi contenuti (vedi Fagottino, Oviesse, HM o Kiabi) spendere almeno 15-20 euro. Se invece scegli anche il più insignificante dei giocattoli la cifra non scende al di sotto dei 25 euro.

Di recente ho partecipato a una accesa discussione su Facebook riferita a una mamma che aveva sentenziato, in occasione della festa di compleanno della sua piccola, agli invitati : “Niente regali!”.
La frase della mamma mi ha fatto riflettere,  sorridere e anche un po’ incazzare.
Mi ha fatto riflettere perché anch’io,  adesso che si sta avvicinando il compleanno di Dudi,  mi sto chiedenfo perché le mamme dei suoi amichetti debbano essere costrette a spendere almeno 10 euro per acquistare quel regalino quando poi lo spirito vero della festa dovrebbe essere la voglia, per i bimbi (un po’  meno per le mamme…), di giocare insieme e divertirsi.
Mi ha fatto sorridete perché so che cosa significhi cercare posto in casa per quel delizioso elefante di peluche a grandezza naturale che i nonni hanno amorevolmente acquistato per la piccola. O scendere la sera nel locale spazzature con chili di carta e plastica,  ossia il rimasuglio degli imballaggi dei 250 regali ricevuti.
Però quella frase mi ha fatto anche incazzare perché mi chiedo: quale mamma può essere così ottusa da far negare un dono al suo bambino?  A quale bambino non piace ricevere un regalo, grande o piccolo che sia?  Chi di noi non è gratificato da un piccolo dono?  E dai. Non prendiamoci in giro!

Posso capire il motivo di quella frase in bocca a quella mamma. Ma non condividerne il messaggio.
Allora,  cara mamma attenta a evitare sprechi o a contenere costi,  ti suggerisco,  l’anno prossimo, di dire così ( più che altro per fare più bella figura perché,  ti ripeto,  riesco a capire il motivo per cui hai pronunciato quella frase indegna).
Ptendi il tuo bello smartphone (quello ti fa piacere che tuo marito te lo abbia regalato, eh?) e scrivi alle mamme degli amichetti di tua figlia:

“Care Mamme, per il compleanno di Puffetta vorrei chiedervi di evitare gli sprechi e di ridurre al massimo l’eventuale spesa per il pensiero che vorrete donarle. Siccome so che Puffa, come tutti noi, non disdegnerà doni e pensieri, vi chiedo di regalarle delle opere d’arte fatte da voi e dai vostri bambini: un disegno, un collage, un oggetto costruito da voi. O, in alternativa, un giocattolo che già avete in casa e che i vostri bambini non usano più”

Non sarebbe questo un magnifico messaggio per invogliare le mamme a seguire la direzione desiderata evitando di metterle in imbarazzo con il dilemma “Regalo si? Regalo no?” e allo stesso tempo di accontentare la festeggiata facendola sentire amata, pensata e degna di un dono al di là dei “capricci” della mamma?

Personalmente, quando altre mamme o amici ci vengono a trovare, li tolgo dall’imbarazzo di spendere soldi per portare regali ai miei piccoli (che già hanno tutto) dicendo loro che possono portare un gioco già usato che il loro bambino ha scelto per i miei fra quelli che non usa più. O anche, nel caso in cui gli ospiti  in questione non abbiano bimbi, un vecchio peluche o giochino di quando loro erano piccoli.

Io lo chiamo il RICICLATTOLO.

Il riciclattolo ha virtù immense e nascoste, ovvero:

  • costa poco e fa bene al cuore di chi lo riceve e al portafoglio di chi lo dona
  • fa si che si evitino sprechi
  • fa rivivere a nuova vita giocattoli a volte dimenticati in un angolo e impolverati
  • crea un legame intenso e stretto fra chi rinuncia all’oggetto dandolo in custodia all’altro
  • rinforza il messaggio, per i nostri piccoli, che il dono è tale indipendentemente dall’importo speso
  • rinforza il messaggio che quel dono è tanto più importante quanto più ha valore per la persona che se ne priva per darcelo

L’idea del riciclattolo ha iniziato a germogliare in me quando Dudi era appena nata. Un’amica è venuta a trovarmi e mi ha portato uno di quei giochini che riproducono il verso degli animali della fattoria. Il giocattolo era inequivocabilmente usato (credo dal suo bambno). Mancava addirittura una cinghia per attaccarlo al lettino ed era sprovvisto di imballaggio.

La mia amica non ha avuto bisogno di dirmi che il regalo non era nuovo di pacca. E io non mi sono sognata di chiederle nulla a riguardo. Però la cosa non mi ha minimamento urtata, anzi. Ho pensato che quel giochino poteva trovare una collocazione a casa nostra e piacere a Dudi così come era piaciuto all’altro bambino ormai cresciuto.

Certo, il riciclattolo non piace a tutti e non potete proporlo né propinarlo a chiunque. Si potrebbe essere fraintesi e il discorso è molto delicato.

La persona a cui lo si propone potrebbe offendersi, pensando: “Ma come? Questa crede che io non abbia i soldi per comprare un regalino?” o, peggio ancora: “Piuttosto che portare una cosa usata preferisco non portare nulla!”.

Quella a cui lo si vorrebbe propinare potrebbe esclamare: “Ma come, un regalo usato? Vergogna!”.

Il riciclattolo, si sa, non è per tutti… Dobbiamo essere di fronte a una persona che capiamo possa comprendere…

Il riciclattolo, infine, va bene per tutti: grandi e piccini. Certo, la suocera dovrà fare attenzione a non regalare alla nuora le sue scarpe usate di quarant’anni fa. Però, un vecchio piatto dipinto a mano e finito in cantina o un ciondolo o una collana che lei non usa più non portebbe essere regalo gradito tanto quanto, se non di più, quel magnifico set di coltelli nuovi di pacca comprati da Kasanova e che la nuora in questione non usarà mai?

Dimenticavo: il riciclattolo non è, però, un modo futile per sbarazzarci di cose che non sappiamo dove buttare. Per essere tale il riciclattolo deve avere come oggetto una cosa che per noi ha un valore affettivo e, proprio per questo, abbiamo piacere di affidare all’altro

 

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