Ai tempi dei miei studi universitari avevo particolarmente apprezzato un seminario sul tema dell’interpretazione dei disegni dei bambini. In quell’occasione avevo intuito che le tracce che lasciamo su un foglio parlano sempre di noi, indipendentemente dal fatto che siamo grandi o piccini. E da allora faccio sempre caso a come uno scrive, agli scarabocchi che lascia involontariamente su un foglio o a come occupa lo spazio su cui disegna. Purtroppo oggi usiamo più la tastiera della penna o delle matite e questa cosa andrà un po’ perdendosi ma, oggi come allora, io adoro osservare i disegni o gli scarabocchi degli altri.

A casa abbiamo un quantitativo di disegni mostruoso, soprattutto di Dudi, ma adesso anche dei primi scarabocchi di Paco e Chicchi, che quando si mettono a disegnare fanno paura e che ancora non hanno capito che scrivere sui muri di casa è un’attività quanto meno bizzarra o comunque poco gradita alla mamma.

I disegni più belli mi piace attaccarli alle pareti, al frigorifero o anche incorniciarli. In ufficio ho tre ante dell’armadio tappezzate delle opere di Dudi…

Comunque…

Quando un bambino ci mostra un suo disegno ci sta rivelando una parte molto importante del suo mondo e di sé stesso.  Perché il disegno è l’espressione della persona che lo esegue.

Gli elementi a cui bisogna prestare molta attenzione quando si osserva il disegno di un bambino (ma anche, lo ripeto, di un adulto) sono principalmente:

– l’occupazione dello spazio

– le dimensioni di quanto viene disegnato

– il tratto

– i colori

Nei test che vengono propinati a bambini, ma anche agli adulti quando si vuole studiarne la personalità, figurano principalmente: il test dell’essere umano, dell’albero e della casa. Quello che io da sempre preferisco e che mi suscita grandi emozioni, ogni volta, è quello della casa.

La casa è uno dei temi più rappresentati dai bambini. La casa simboleggia il rifugio, il calore familiare, il nucleo originario amato o sofferto. Insomma, rappresenta il proprio “nido”, il posto da cui veniamo. Il posto in cui ci proiettiamo.

La casa può essere accogliente ma anche respingente.  Può essere reale o immaginaria.

Che cosa è importante osservare:

  1. Dimensione della casa
  2. Tipologia della casa
  3. Omissioni
  4. Ambientazione
  5. Collocazione del disegno
  6. Utilizzo e scelta dei colori

LA CASA ACCOGLIENTE

I segni che denotano un bambino aperto, spontaneo, estroverso, curioso, sicuro dei suoi rapporti affettivi sono :
Casa grande
Finestre aperte con tendine colorate
Porta con maniglia ben visibile
Comignolo con il fumo
Presenza di una strada lineare che va verso il basso
Presenza di un sole non oscurato da nuvole (il sole, forse già lo sapete, rappresenta la figura paterna)
Presenza di alberi e/o di altri elementi distanti dalla casa.

Un disegno in cui la casa è collocata al centro del foglio ed è disegnata con colori vivaci e ricca di particolari denota una personalità estroversa, fantasiosa, elastica e aperta.

I bambini introversi, timidi, molto sensibili, che hanno bisogno di continue conferme da parte dei familiari tendono a disegnare una casa piccola, sulla base inferiore del foglio e con meno elementi rappresentati. I colori sono più tenui, il tratto più leggero.

LA CASA RESPINGENTE

I segni che denotano situazioni problematiche sono:
Finestre assenti, sbarrate, chiuse, minuscole e/o sotto il tetto
Porte assenti, sbarrate, con presenza di chiavistelli
Presenza di due porte
Tetto schiacciato o molto allargato, non proporzionato al resto della casa
Comignolo senza fumo o assente
Strada tortuosa – strada che va verso l’alto – strada che s’interrompe bruscamente – strada che si biforca
Presenza di recinti e di palizzate
Presenza di alberi attorno alla casa
Casa disegnata in lontananza inserita in un paesaggio molto vasto (collina, monti, prati)
Presenza di sole coperto da nuvole
Mancanza di colori

Quando un bambino disegna un castello solitamente esprime una grande fantasia e creatività. Anche in questo caso ciò che importa osservare è il messaggio emotivo del disegno e non occorre avere effettuato grandi studi per capire se il disegno in questione esprime un vissuto sereno o meno.

Insomma, la casa può essere il “rifugio ideale”, oppure una “prigione”. E come noi la viviamo si riverbera su come la rappresentiamo.

matite

 

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