Ora, non che una mamma per diventare tale debba sostenere un esame di biologia o genetica, però, soprattutto se si aspettano due gemelli, è proprio brutto non sapere minimamente ciò che sta accadendo nel nostro corpo o farsi cogliere impreparate da domande a cui non si sa rispondere oppure, peggio ancora, uscirsene con frasi del tutto infondate e spesso legate a credenze popolari…

Faccio qualche esempio per non essere fraintesa. Frasi quali… “Nella famiglia di mio marito ci sono un mucchio di gemelli, quindi sapevo che sarebbe toccata anche a me”, oppure “Mia nonna ha partorito due gemelli e quindi era scritto che, visto che mia mamma non ne ha avuti, dovessi averli io”. Ecco, queste due frasi sono da bandire, da dimenticare completamente, da non pronunciare perchè:

  1. L’ereditarietà gemellare – provata ad oggi solo nel caso di gemelli dizigoti- è a discendenza matrilineare e quindi non dipende dall’uomo della coppia, ma solo ed esclusivamente dalla donna (è lei che, notoriamente, produce due uova)
  2. E’ provato scientificamente che la possibilità di gemellare non è legata a una generazione sì e una no.

Ma andiamo per gradi…

Identici o diversi? Scientificamente si parla di gemelli dizigoti o monozigoti

I gemelli dizigoti non sono identici poiché si formano da due ovuli e due spermatozoi diversi. La donna produce due ovociti, che sono fecondati da due spermatozoi distinti.

Quelli uguali come due gocce d’acqua sono i monozigoti, che sono generati da un solo ovulo  e un unico spermatozoo. In questo caso la donna produce un solo ovocita che viene fecondato da un unico spermatozoo. In una fase precocissima, l’ovocita si sdoppia in due.

I gemelli dizigoti sono, in effetti, due fratelli che hanno avuto la coincidenza di crescere nella stessa pancia e nascere lo stesso giorno ma sono, per capirci, ognuno una cosa a sé.

I gemelli monozigoti possiedono lo stesso DNA, lo stesso patrimonio genetico, per intenderci. Ne va da sè che i gemelli monozigoti sono sempre dello stesso sesso!

Ad oggi la scienza attribuisce il generarsi di gemelli monozigoti a fattori accidentali, mentre quello di gemelli dizigoti a fattori ereditari con discendenza materna oppure, anche qui, al caso (ma anche all’età avanzata della donna o a cure ormonali, ma ve ne parlo oltre).

Quanti sono i gemelli nel mondo?

La frequenza delle gravidanze gemellari monozigotiche è pressoché costante in tutte le popolazioni; la gemellarità dizigote è invece variabile (maggiore in Africa, minore in Asia, Europa e Americhe in una posizione intermedia).
In Italia, circa una gravidanza su 94 è genericamente “gemellare”; di queste 1/3 sono monozigoti e 2/3 dizigoti.

Ereditarietà

E’ stato accertato che soltanto le gravidanze multiple dizigotiche hanno una componente ereditaria (sembra trattarsi di un gene sul cromosoma 3). Possono influire, però, anche elementi ambientali, come l’ età della puerpera (donne più vecchie tendono a produrre livelli di FSH, ormone follicolo stimolante, maggiori. Questo può causare un’ovulazione multipla). Le gravidanze multiple monozigote sono, invece, frutto del caso. Pertanto non c’è ereditarietà.

Recentemente i trattamenti per incrementare la fertilità hanno portato a un aumento delle gravidanze gemellari. La percentuale è passata da 1:94 a 1:80.

La gravidanza gemellare

La gravidanza gemellare dizigotica (2/3 dei casi) è sempre bicoriale biamniotica, ovvero si forma una placenta e un sacco amniotico per ogni feto. La gravidanza gemellare monozigotica (1/3 dei casi) può essere bicoriale biamniotica in una piccola percentuale, inferiore all’ 1%; monocoriale e biamniotica, ovvero si forma una placenta in comune e due sacchi amniotici distinti (circa 2/3 dei casi); monocoriale e monoamniotica, ovvero si forma una placenta in comune e un unico sacco amniotico (2% circa).

Nelle gravidanze gemellari i sintomi sono spesso intensificati rispetto alla gravidanza singola. E’ probabile che l’aumento di peso avvenga con maggiore rapidità e che l’addome appaia maggiormente pronunciato che vi sia una maggiore ritenzione idrica e un aumentato senso dell’affaticamento.

Nelle gravidanze gemellari è maggiore il rischio di parto pretermine dovuto alla sovradistensione dell’utero; il periodo critico sembra situarsi tra le 26 e le 32 settimane di età gestazionale

Parto. Naturale o cesareo?

Il parto gemellare può essere naturale (e nel mio caso lo è stato) ma, statisticamente, è più facile che avvenga con un taglio cesareo.
Ecco quali sono le situazioni che portano più spesso il ginecologo a scegliere di intervenire chirurgicamente:

– il primo gemello non si presenta in posizione cefalica (cioè a testa in giù); capita anzi spesso che entrambi i bimbi si trovino in posizione podalica (cioè con i piedi in giù);
– l’ecografia ha diagnosticato una placenta previa, cioè inserita davanti al collo dell’utero: ciò può determinare serie conseguenze per la mamma e per il bambino quando inizia la dilatazione in vista del parto;
– è stato accertato un ritardo di crescita in uno o in entrambi i piccoli;
– nei gemelli monozigoti è presente la sindrome di trasfusione feto-fetale (il rischio che i vasi sanguigni alimentino di preferenza un gemello a scapito dell’altro).

Studi sui gemelli

Da sempre i gemelli e la gemellarità hanno attirato l’attenzione della scienza e – da oltre cento anni – la coppia gemellare è oggetto di ricerche e di studi. Gli studi sui gemelli sono universalmente considerati il metodo più potente per stabilire l’importanza dei geni e quella dell’ambiente nel determinare le malattie. Lo studio scientifico di Sir Francis Galton (studioso inglese cugino di Darwin) che con l’articolo “La storia dei gemelli in funzione del criterio di reciproca influenza tra ereditarietà ed ambiente”, pubblicato nel 1875, dà il via alle prime ricerche per comprendere in che misura i fattori ereditari e quelli ambientali possano influire sullo sviluppo della persona, utilizzando alcune coppie di gemelli

Tristemente famosa rimane la figura di Joseph Mengele, che durante l’ultimo conflitto mondiale, ad Auschwitz, fecevesperimenti sui gemelli, presi tra i bambini prigionieri ebrei. Questi venivano usati come cavie umane e poi uccisi simultaneamente alla fine della serie di esperimenti assurdi condotti su ogni coppia di gemelli. Pare che gli esperimenti del medico siano continuati anche in Sudamerica, dopo la fine della guerra

Una relazione unica

L’unicità della relazione gemellare inizia già nella vita intrauterina. I gemelli sono in continua interazione tra loro e si condizionano a vicenda sia per quanto riguarda lo sviluppo fisico, sia per quanto riguarda quello psichico. Fin dagli stadi più precoci della gravidanza i gemelli mostrano specifici pattern di coppia che possono essere riconfermati nella vita postnatale, con differenze importanti a seconda che siano monozigoti o dizigoti. In ogni caso quella tra i gemelli è una comunicazione stretta, totale, che inizia a livello fetale con reciproche sollecitazioni e risposte che proseguiranno per tutta la vita.

Ecco, questi mi sembrano davvero i minimi punti cardine di un affascinante cosmo, quello del mondo dei gemelli, che qualsiasi bi mamma deve conoscere. Non posso sopportare di sentire fesserie pronunciate dalle stesse mamme di gemelli.

Non dico che una debba per forza leggere mille libri a riguardo, ma quanto meno informarsi un po’.

Lo so, lo so, mamme o future mamme di gemelli, all’inizio sembra tutto un gran casino. Ma che cosa c’è di più bello di informarsi, studiare, cercare di capire che cosa sta accadendo al nostro corpo, quale strano meccanismo ci ha rese o renderà mamme di due, quante possibilità di sopravvivenza avremo nonostante tutto questo gran casino?

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