Lo sapevo che prima o poi ci saresti arrivata, bimba mia,  perché sei vispa come un furetto e hai un’intelligenza e sensibilità che io credo soltanto i folletti del bosco ti abbiano potuto donare.

Dopo che abbiamo riso dell’aspetto di alcune persone che conosciamo, hai preso fiato, hai fatto qualche passo indietro verso la cassapanca e hai esclamato:

“Ma perché le persone grasse,  con le gambe storte o con la faccia piena di rughe sono le più simpatiche,  mentre quelle belle e perfette,  invece, sono cattive o antipatiche? “.

Ho apprezzato la tua visione semplicistica della questione, Dudi, perché tu, come tutti i bambini,  hai espresso in poche parole ciò che noi grandi avremmo descritto facendo mille giri di parole.

Ho sorriso,  pensando che spesso una giornata che volge al termine può nascondere ancora un piccolo momento che vale più di un diamante.

E ti ho spiegato.

Bimba mia,  vedi, tutti noi abbiamo dei difetti. C’è chi è troppo basso,  troppo grasso, troppo rugoso… Chi ha le orecchie troppo grosse, chi gli occhi troppo vicini, chi ha la pancia troppo in fuori o i denti troppo storti (come vedi, è spesso una questione di “troppo”, rispetto a una cosiddetta normalità).

Tutto sta in quanto ti pesano quei difetti. Se hai la fortuna di essere uno che se ne frega, il tuo sedere floscio, la tua pancia grossa o la tua gamba corta o storta non ti daranno fastidio e riuscirai a portarli persino con disinvoltura. Anche se, prima o poi sulla tua strada qualche stronz qualcuno che ti additerà o ti prenderà in giro sicuramente lo troverai.

Se, invece, non hai la fortuna di lasciarti scivolare addosso i commenti o i giudizi della gente, quei difetti ti peseranno, eccome se ti peseranno. Un piccolo neo sul naso può pesare quanto un macigno sulla testa. I difetti, infatti, pesano, bimba mia. E pesano tanto più quanto tu capisci che è difficile migliorarli.

E’ per questo che non bisogna mai prendere in giro le altre persone per i loro difetti. Perché quei denti grossi, quel naso storto o quelle gambe corte possono davvero pesare tanto e rappresentare dei grossi problemi. Anche se a noi non sembra, o magari non lo danno a vedere.

Bene, per ora ti ho spiegato che cosa sono i difetti e come possono essere vissuti dalle persone, ma tu ti starai ancora chiedendo perché i brutti sono simpatici e i belli antipatici (e qui sono stata ancora più sintetica di te, tanto ci siamo capite).

Vedi, chi nasce bello, bravo, simpatico, perfetto insomma, non ha bisogno di migliorarsi, di lavorare per piacere agli altri. Piace già di suo. Chi ha la fortuna di far parte di questa categoria parte molto avvantaggiato rispetto agli altri. Ma questa, bada bene, non è una sua colpa. E’ così e basta. Difficilmente potrà capire che cosa significhi convivere con un difetto che pesa. Avrà più facilità a piacere agli altri e davvero poco da migliorare per piacere ancora di più.

Chi, invece, è bruttino, un po’ grassoccello, o ha un difetto che gli pesa, dovrà lavorare sodo, ahimé, per piacere  almeno un pochino di più agli altri. Chi si sente in qualche maniera difettoso dovrà impegnarsi per nascondere il suo difetto. E’ in questo modo che un cicciotto risulta quasi sempre più simpatico. Perché per mascherare i chili di troppo si imbottisce di umorismo e ilarità. Allo stesso modo, una bruttina eccelle negli studi, perché ha scelto di puntare sull’essere una persona interessante piuttosto che una sventola da copertina.

E poi, c’è un altro piccolo motivo per cui chi ha dei difetti risulta più simpatico. Intanto perché ci fa meno paura perché risulta ai nostri occhi meno competitivo (ma questo è un concetto un po’ più complicato, di cui adesso non ti devi preoccupare). E poi perché chi soffre per una parte di sé che non gli piace è spesso una persona che ha pianto tanto e le persone che hanno pianto tanto sono anche coloro che, quando riescono a sorridere, hanno il sorriso più bello (questa è una frase di una scrittrice che amo e odio al tempo stesso, che si chiama Oriana Fallaci).

Bene, piccola mia, adesso che ti sei addormentata posso concludere dicendoti che spero che nella tua vita incontri solo persone che ti aiutino a ridere dei tuoi difetti (che non sono mica soltanto fisici, eh?) o magari a minimizzarli o a camuffarli. Che io ti insegnerò, sempre, a rispettare chi si sente o è difettoso. E che nessuno di noi è perfetto. Neanche chi è tanto convinto di esserlo.

Adesso dormi, piccola. Una sera di queste ti racconterò la storia di Alice, che era una bambina imperfetta agli occhi del mondo, ma che per la sua mamma era la bambina più bella che c’è.

 

Buona notte.

 

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