L’altro pomeriggio sono andata al cinema con Ludovica. Era suo grande desiderio ritagliarsi uno spazio tutto per sé con la mamma e,  naturalmente, la mamma non ha potuto dirle di no anche se questo ha significato:

– fiondarmi letteralmente fuori dalla porta dell’ ufficio per non perdere il treno
– fare una corsa pazzesca per recuperare i twins al nido e reggiungere la scuola materna di Dudi in tempo per non incappare nei soliti problemi di parcheggio,  manco fossimo nella  City all’ ora di punta
– fare un’ altra mega corsa in macchina per mollare la strana coppia a casa della nonna
– imprecare in tutte le lingue del mondo perché,  dopo aver sbagliato strada per raggiungere il multisala,  sono incappata nel passaggio a livello più lungo del mondo

Comunque…

… Sorvolo sul fatto che erano,  credo,  cinque anni che non entravo in un cinema e ho notato una serie di brutture che racconterò,  forse, in un altro post.

Veniamo al film. Il film racconta le vicende della classicissima Cenerentola,  con la sola differenza che la protagonista,  rispetto al classico,  è un po’ meno acqua e sapone. Insomma,  per tutto il film mi sono chiesta dove trovasse il tempo di decolorarsi i capelli,  con tutte quelle incombenze che le sorellastre e la malefica matrigna le infliggevano. Le sue sopracciglia erano, infatti folte e nere che più nere non si può!
Per il testo, nulla da dire. Costumi pazzeschi,  paesaggi mozzafiato,  fedeltà al copione, effetti speciali ponderati. Il tutto considerando l’ eta’ media del pubblico in sala,  ossia 8 – 10 anni.

Durante il film mi sono fatta, però,  soltanto due domande, anche perché a un certo punto ero talmente stanca da pregare il cielo che terminasse in fretta:

1- Ma perché il messaggio della madre,  sul letto di morte è il seguente: “Figlia mia, ricorda, devi essere sempre gentile e avere coraggio”?
2- Quale è la morale profonda della favola di Cenerentola?

Da qui le mie, senz’altro ciniche,  riflessioni sul tema, su cui ho già cominciato a istruire le mie figlie, Dudi in particolare che è la piu grande e che è dotata di una bella sensibilità.

Punto uno:

Tesoro mio,  tu sai quanto tuo padre e io teniamo alla questione di essere gentili ed educati. Dell’ importanza che diamo al saluto, al guardare in faccia le persone mentre si parla e al dire grazie. Però, va bene essere gentili e avere coraggio, ma quelle stronze delle due sorellastre non si meritano tutta questa gentilezza!  Soprattutto dopo tutte le loro malefatte!  E la matrigna, poi! A essere troppo gentili, alle volte si passa per fessi! E poi, se si assiste a delle ingiustizie, a delle cose che proprio non ci piacciono, la gentilezza va messa da parte. E bisogna parlare,  urlare,  dichiarare il nostro dissenso. E qui, si, il coraggio ci vuole tutto. La gentilezza va donata a chi se la merita.

Punto due:

La morale più profonda di Cenerentola, si sa, è la seguente: i sogni son desideri… Chiusi in fondo al cuor… I nostri desideri, se ci crediamo davvero, sono realizzabili, eccome. Anche quando il desiderio è quello di sposare un principe e tu sei una stracciona, orfana, sfigata e pure sporca di cenere. La morale è bellissima, ma vedi, tesoro mio, questo sogno è sbagliato all’origine, perché non dipende esattamente da te, ma da qualcun altro.

Ti auguro che il tuo sogno dipenda in gran parte da te stessa. Che tu non debba consegnare il tuo sogno di felicità a un’altra persona, che sia un principe, un dirigente o un discografico. Che dipenda dalla tua forza, dal tuo impegno, dai tuoi muscoli e dal tuo cervello.

Guarda il tuo sogno, riconoscilo e cerca di acciuffarlo. Certo, alle volte ci vuole anche fortuna, tanta fortuna. Ma per quella ci sono gli amuleti!

P.s. Dimenticavo. Siamo tutti biondi in famiglia, o di base chiara. Qualora tu diventassi scura e volessi tingerti i capelli di biondo, ricordati di decolorarti anche le sopracciglia.

Per un dettaglio del sopracciglio corvino, vedere qui sotto:

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