Cara Dudi, Cara Chicchi,

a voi che siete le mie bambine, ma anche le altre donne di casa, dedico queste righe, che ho in serbo per voi già da qualche giorno nella mente, ma che per mancanza di tempo non sono riuscita a scrivervi l’8 marzo.

Voi risponderete: “Ma che razza di giorno è l’8 marzo?”. Siete ancora troppo piccole per assistere al terribile teatrino che si ripropone ogni anno in quella data, che celebra la cosiddetta Festa della Donna. Noi donne, fino al giorno prima insultate, derise, maltrattate, ignorate o, alla meglio, non considerate, veniamo improvvisamente (magicamente, oserei dire) considerate, corteggiate, coccolate, festeggiate.

“Che male c’è in questo, Mamma?”, sembrate chiedermi voi, con lo sguardo curioso e intelligente che è tipico delle bambine. Nulla, cucciole mie. Il rispetto è un diritto e un dovere e noi, in quanto donne, dovremmo e dobbiamo esigere di essere rispettate ogni giorno. Al di là di una vera o presunta festa.

Cosa significa, oggi, essere Donna? Ha un fascino esserlo? Siamo fortunate o svantaggiate rispetto agli uomini? Non voglio influenzarvi, ma lo scoprirete voi stesse fra poco.

Ogni volta che ti sento dire, piccola Dudi, “I maschi sono più forti”, vado su tutte le furie! La forza non sta nei muscoli. Sta nella testa.

Mi viene in mente una frase di un libro di Oriana Fallaci in cui lei si augura di dare alla luce un bambino, perché per gli uomini la vita è molto più facile e sgombra di complicazioni. La stessa frase l’ha pronunciata una delle mie più care amiche quando ha scoperto di essere incinta. E questa mia amica è una donna intelligentissima e dotata di una sensibilità fuori dalla norma.

Paco, vostro fratello, non è come voi. E’ un maschio. Avrà la vita più facile, farà meno fatica a raggiungere dei traguardi, alcune preoccupazioni non lo sfioreranno nemmeno. Non dovrà dimostrare nulla di più di quello che è. Voi sì. Noi sì. Perché siamo donne e, inutile negarlo, per noi la vita è sempre un po’ più complicata che non per loro. Partiamo sempre un piccolo passo indietro, rispetto a loro. Rimaniamo indietro, di solito, anche se corriamo e lottiamo tanto. Fatichiamo il doppio per farci accettare, non solo dagli uomini, ma addirittura dalle stesse donne. Solo per il fatto di indossare una gonna o un abitino veniamo catalogate come “leggere”, poco importa se non abbiamo ancora aperto bocca.

Veniamo additate se dedichiamo troppo tempo alla carriera, ma anche se un lavoro non lo abbiamo. Se desideriamo con tutte le nostre forze avere un figlio siamo delle egoiste, ma lo siamo allo stesso modo se ai nostri figli non badiamo o se li mettiamo in un nido mentre andiamo a lavorare. Se amiamo follemente il nostro uomo veniamo criticate, ma se stiamo benissimo da sole c’è qualcosa che non va.

Siamo svantaggiate nelle aziende. Perdiamo più spesso il lavoro rispetto agli uomini. Anche se siamo più brave di loro, il più delle volte abbiamo salari molto più bassi. Nelle favole e nei cartoni continuano a dipingerci come quelle che devono attendere il principe azzurro per essere felici, che devono badare alla casa, che è meglio se si truccano e vestono eleganti se vogliono piacere.

Bimbe mie, eppure nell’essere donna c’è un qualcosa di infinitamente affascinante. Dice bene, Dudi, “Noi donne possiamo fare i bambini”. Sì, Dudi, tu sprizzi intelligenza da quegli occhietti (cit. “Chiedimi se sono felice”, di Aldo, Giovanni e Giacomo), ma non è solo questo. Essere donne è qualcosa di più. Conosco donne che sono dei monumenti di bellezza, gioia di vivere, pazienza e intelligenza anche se mamme non sono. Conosco mamme, per contro, che sono giganteschi esempi di virtù, senso dell’umorismo e genialità. Conosco donne che hanno dedicato lo loro vita soltanto agli altri, dimenticandosi alla fine anche di sé stesse. E che sono state felici, realizzate, fiere di sé.

A chi sostiene che l’amicizia fra donne sia una farsa rispondo sempre che forse è difficile che due donne riescano a entrare in sintonia, ma che quando questo succede… Sono fuochi d’artificio. E due donne complici diventano un miracolo di forza e vitalità (vedasi Thelma e Luise).

A chi ripete che le donne sono tutte stupide racconto la vita di mia mamma, della mia prozia,  delle mie amiche che hanno perso tutto e si sono ricostruitee, della mia personalissima ginecologa egiziana, che sono degli esempi eccezionali di grandezza d’animo.

Bimbe mie, noi dobbiamo faticare il doppio rispetto agli uomini per farcela, ma quando raggiungiamo il nostro obiettivo… Caspita, che soddisfazione!

Leggete tanto, bimbe mie. Studiate.Viaggiate. Cercate di capire  il punto di vista degli altri. Allenate la vostra mente e il vostro fisico. Non rammollitevi. Credete in voi stesse. State con i maschi, per capire come vivono loro, come la pensano.

E’ solo capendo il punto di vista dell’uomo che potrete capire e stare bene con lui. Sappiate che quando vi chinate, l’uomo vi guarda il culo, sempre. Che se mettete una maglietta scollata, lui vi guarda le tette. Questo dovete saperlo. E dovete prendere le giuste misure. Sempre.  Tante volte i maschi ci amano e fanno tutto per noi. Però ci sono anche gli uomini che ci tampinano, che vogliono solo sfiorare le nostre labbra, che ci perseguitano anche se abbiamo detto loro che non ci piacciono.

Se alcuni uomini vi fanno paura, ditelo. Urlate. Se un uomo vi sfiora su un mezzo pubblico, giratevi, gridate, fatelo vergognare di sé stesso. Non si deve permettere di sfiorarvi. Non deve pensare nemmeno lontanamente di poterlo fare. Mai. L’uomo non è più forte. Forte è colui che sa usare bene il cervello. E se voi lo userete bene potrete volare dove volete, anche quando nessuno crede in voi e magari anche voi dubitate delle vostre capacità.

Bimbe mie, nessuno sa quanto ho pianto entrambe le volte sapendo che sarei diventata mamma di una bambina. Perchè la commozione si è legata a un mandato per me molto importante, vale a dire quello di aiutare due cuoricini del cosiddetto sesso debole a sentirsi forti, vincenti, grandiosi, speciali. A sentirsi sullo stesso piano, e forse anche un pelino più in sù, rispetto ai maschi. In un mondo in cui, spesso, le bambbine vengono ancora buttate via.

Dudi, ti prego, però adesso smettila di ripetere che le bambine sono più intelligenti dei bambini, che tuo fratello e il papà potrebbero offendersi!

Buona notte Chicchi. Buona notte Dudi.

 

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