Mamme, papà, bimbi, nonni, zie… Unitevi! Chi di voi non conosce Peppa Pig, la fortunata maialina che adora saltare nelle pozzanghere di fango?

Peppa Pig è da almeno cinque anni, qui da noi, il cartone animato più in voga e più amato dai bambini (e un po’ meno dalle mamme e dai papà, ai quali viene propinata sotto forma di ogni tipo di prodotto: dolcetti, fazzoletti, giochini, peluches, mutande, spazzolini, saponette e chi  più ne ha più ne metta).

A giudicare dai sorrisetti dei bambini, loro lo hanno già capito, ma ogni adulto oggi  si sta chiedendo: quali sono i motivi di tanto successo?

Innanzitutto il nome azzeccato: Peppa Pig, un nome semplice, simpatico e che anche i più piccoli riescono a pronunciare (persino i miei twins che, ad oggi, spiccicano si e no quattro parole). Vi immaginate se si chiamasse con un italianissimo Giuseppa la maiala ? Nooo… Peppa pig, e il gioco è fatto.

Secondo motivo: il jingle, squillante e ripetitivo, della sigletta. Chi di noi non lo conosce? Sol mi do re sol / sol si re fa mi do… Alcune mamme se lo sognano persino la notte.

Poi, la ripetitività. Gli episodi di Peppa Pig sono pensati per i più piccoli ed è proprio la ripetitività di sigla – episodio breve – sigla – episodio breve che ne garantisce il successo e che riesce a mantenere desta l’attenzione dei bambini. Normalmente i bimbi piccoli, appena avvertono quel jingle, battono le manine oppure urlano: “Peppa – Peppa!”.

Vogliamo poi parlare dei disegni? Linee morbide e arrotondate, colori pastello, forme semplici. Tutto è studiato per essere accattivante nella sua semplicità.

Questo per quanto riguarda l’architettura del cartone animato. Poi ci sono i personaggi.

Il bambino si può identificare in Peppa o nel fratellino George, a seconda che sia una femmina o un maschio. Poi ci sono tutti gli amichetti: Susy Pecora, Rebecca Coniglio, Denny Cane, Zoe Zebra, Pedro Pony… Ognuno diverso dagli altri e con caratteristiche ben precise.

Mamma e papà sono i genitori che ogni bambino desidera: sono presenti, ma non invadenti. Sanno giocare e anche prendersi in giro. E poi ci sono i nonni, anche questi figure di rilievo ma mai troppo presenti o stressanti.

Nel mondo di Peppa Pig non ci sono cattivi né nemici (o almeno, io non ne ho ancora visti, e ho già un’esperienza di cinque anni di video dipendenza). La paura resta fuori dagli episodi di Peppa!

Altro fattore di successo credo sia la semplicità dei contenuti. Tutti gli episodi di Peppa Pig narrano una disarmante quotidianità: la festa di compleanno, la spesa al supermercato, la gita in campagna, la visita dal dentista, all’ufficio di papà o la serata a casa dei nonni. Non ci sono mai grossi colpi di scena o criticità.

Altro trucchetto degli sceneggiatori: anche se presentati di profilo, i personaggi hanno sempre entrambi gli occhi visibili. Se ci fate caso, è proprio così che disegnano le persone i bambini piccoli. Con i due occhi ben visibili, anche di profilo.

C’è poi, infine, un ritorno al passato. Benché i genitori di Peppa e George ordinino articoli su Internet e usino il computer, i loro bambini  giocano con giocattoli semplici, di legno o di pezza (basti pensare all’orsetto Teddy o al dinosauro di George). Il loro gioco preferito è saltare nelle pozzanghere di fango e non è forse questo un revival dei nostri giochi di strada di un tempo?

Fino a qui, però,tante genialità, ma ancora nulla di rivoluzionario. Sì, perché negli episodi di Peppa Pig c’è un messaggio unico nel suo genere e che fa la rivoluzione vera. Peppa ama saltare su e giù nelle pozzanghere di fango. Sì, questo l’abbiamo capito, direte voi. La rivoluzione vera la fanno Mamma e Papà Pig. In qualsiasi altro cartone o favola (ma, soprattutto, nella vera e cruda realtà) i genitori avrebbero smadonnato in qualsiasi lingua affinché i bambini non si sporcassero. Del tipo: “Peppa, esci immediatamente da quella cavolo di pozzanghera, che ti imbratti tutta!”. Invece i genitori cosa dicono? Dicono: “A tutti piace saltare su e giù nelle pozzanghere di fango!”. E ridendo, saltano insieme ai loro piccoli, fino a rotolarsi nel fango e a ridere sdraiati a pancia in sì!

Insomma, il successo di Peppa Pig oggi riesco a riconoscerlo tutto: sta nella musichetta, nella delicatezza delle immagini, nella semplicità dei contenuti, nel rilievo della vita in comunità e dell’amicizia, nella tranquillità della quotidianità, nella simpatia dei personaggi, nell’identificazione possibile per ogni bambino. Ma sta anche nella consapevolezza che i genitori possono mettersi sul tuo stesso piano e divertirsi insieme a te, anche se stasera dovranno caricare una lavatrice in più contenente abiti infangati!!!

A chi non piacerebbe un mondo come quello di Peppa?

Forza, mettiamoci le galosce!!!

P.S.: Messaggio rivolto ai genitori, nonni o zie che ne hanno le palle scatole piene di Peppa & Company. Arriverà, magicamente, un giorno in cui il bambino sosterrà la seguente frase: “Basta Peppa!”. Di solito questo avviene attorno ai cinque anni del bambino. Tranquilli, non vorrà più saperne e voi tirerete un sospiro di sollievo. Potrete finalmente regalare tutti i pupazzi, poster, spazzolini, saponette raffiguranti la dolce maialina.

Ah, dimenticavo. Se nel frattempo, però, è arrivato un altro frugoletto (un altro bimbo, un altro nipotino o cuginetto) dovrete sciropparvi Peppa per altri cinque anni. Questo farà di voi un Peppa – dipendente per circa DIECI anni della vostra vita. Auguri! (io ci sono dentro, in prima linea).

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