Ebbene…

Nevica!

Quando una giornata normale si trasforma in una giornata di neve, non importa quanto questa possibilità sia stata annunciata dai meteorologi: ci sono una serie di fenomeni stranissimi che immancabilmente, e puntualmente, hanno luogo. Il più delle volte sono fenomeni che fanno sorridere o rallegrano, ma non sempre…

Se i primi fiocchi iniziano a cadere in mattinata o nel pomeriggio, il vero e unico tormentone della giornata sarà: “Speriamo non attacchi”. Insomma, si sa, la neve è bella, ma soltanto in montagna! Negli uffici, nei negozi, nelle case, c’è sempre un designato che ogni tanto si alza e va a guardare. Gli altri gli chiedono: “Allora? Sta attaccando?”.

I bambini  sono elettrizzati dall’arrivo della neve, almeno qui da noi, ma gli adulti un po’ meno. Questo per dire che, sì, è sempre un tuffo al cuore essere sorpresi da una bella fioccata però,  vuoi mettere, poi, la paura di restare impantanati con la macchina, di scivolare sul marciapiede, lo stress di dover spalare la neve o l’ansia nel pensare che non sai se riuscirai mai ad arrivare al lavoro o, peggio ancora, a tornare a casa?

Così, mentre i bambini gioiscono, gli adulti smadonnano, a meno che non si trovino in vacanza sulle piste da sci.

C’è un bel testo di Bersani (Samuele, eh?) che fa così:

“Sai che c’è una macchina che misura le emozioni dei bambini la domenica o quando, di notte, arriva la neve”

Quando la neve arriva di notte, il più delle volte ci coglie impreparati, anche se magari le previsioni lo avevano detto. La prima, atavica associazione mentale è sempre:”Oddio, riuscirò a uscire di casa?”. Sì, perchè c’è l’automobilista che deve affrontare la rampa del box con una pendenza da paura, c’è la mamma che deve portare il bambino all’asilo ma non sa se il passeggino è a prova di nevicata da 50 cm, c’è chi deve andare in stazione a prendere il treno e viene colto dal panico da treno soppresso.

Eppure, le giornate di neve, oltre ad essere sempre accompagnate da quel silenzio ovattato particolarissimo e fiabesco, generano sempre dei fenomeni costanti:

  • IN MACCHINA: si è tutti più buoni. Gli automobilisti sono più prudenti, gentili (c’è qualcuno che, persino, ti ringrazia se gli dai la precedenza), disponibili. Capita anche che quello di dietro non ti strombazzi immediatamente se tu non parti subito allo scattar del verde.
  • A SCUOLA/ALL’ASILO: i bambini arrivano con gli scarponi da neve e le scarpe di ricambio. Le bidelle, di solito, brontolano. Però, dopo, si armano di sorrisi e di stracci superassorbenti per asciugare le pozzanghere lasciate sui pavimenti dai bimbi e dalle loro mamme.
  • IN STAZIONE: se nessuno ha avuto la geniale idea di spalare la neve, può essere che sul binario giusto tu non ci arriverai mai. Altrimenti, puoi arrivarci pattinando. Sulla banchina tutti pregano che il treno arrivi. Non dico in orario, ma che arrivi.
  • PER LE STRADE: bambini e genitori giocano a lanciarsi palle di neve. Improvvisano piccoli o grandi pupazzi. Chi ha un ingresso autonomo impugna le pale e si mette a spalare di buona lena oppure, anche qui, smadonnando.
  • SUI MEZZI PUBBLICI: la gente si guarda circospetta. Tutti sanno che si tratta di una giornata di mer terribile, ma nessuno lo  vuole ammettere. Per questo ci si limita a osservare l’abbigliamento degli altri e a constatare che quando nevica dai guardaroba escono dei pezzi vintage davvero agghiaccianti (doposci dal pelo lungo, pellicciotti leopardati, colbacchi imbottiti… Insomma, accessori che nessuno oserebe sfoggiare nelle giornate ordinarie).
  • NEGLI UFFICI: il look da boscaiolo la fa da padrona (e io sono la prima! Ahahah…). Anche il più insospettabile dei colleghi ha nell’armadio una camicia a scacchi da indossare nelle giornate di neve e, pensando che in quei giorni tutto sia concesso, indossa pure i doposci di pelo o gli stivali scamosciati. Le colleghe più ingegnose hanno il buon senso di portarsi la vecchia e cara scarpa di ricambio. I più audaci lasciano i piedi (magari sudati o, orrore, bagnati) in quelle trappole infernali, per tutto il giorno.

Le giornate di neve sono speciali perchè inaspettate, perchè sembra che tutto sia concesso e possibile, perchè anche se arrivi tardi al lavoro nessuno ti romperà le scatole, perchè torniamo tutti un po’ bambini, perchè alla fine, proprio nessuno resiste alla tentazione di lanciare una palla di neve… E perchè si verificano, qui da noi, soltanto pochissime volte all’anno.

Altrimenti… Che dire?

SPERIAMO CHE NON ATTACCHI!!!

oppure

LA NEVE E’ BELLA, SI’, MA IN MONTAGNA!!!

 

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