Ringrazio la mia amica e collega Anna che, dopo aver letto la Favola della ranocchia verde, mi ha ricordato un’altra storiella che ha come protagonista una ranocchia. Non che adesso io mi voglia specializzare in narratrice di storielle sulle rane, però credo valga la pena di leggerla, perché fa riflettere (cosa che, di questi tempi, non guasta).  Come sempre, ve la regalo.

C’era una volta una ranocchia verde, che amava salterellare qua e là. Un bel giorno la ranocchia vide un grande pentolone luccicante adagiato sul prato. Incuriosita, vi si avvicinò. Vide che il pentolone era colmo di acqua e, visto che il più vicino stagno distava diverse miglia da lì, decise di darsi una rinfrescata, balzandoci dentro. Avrebbe continuato il suo cammino più tardi.

All’inizio trovò l’acqua piuttosta fredda, ma poichè la giornata stava per diventare davvero afosa, pian piano si abituò alla frescura e cominciò a nuotare e a canticchiare.

La povera ranocchia era ignara del fatto che, proprio sotto il pentolone, una famelica strega aveva acceso il fuoco. Il suo intento era quello di papparsi la ranocchia, ma certamente non voleva mangiarsela cruda. Si sa, la rana lessata è davvero una squisitezza!

La ranocchia nuotava e nuotava, senza accorgersi di nulla. Lentamente, l’acqua da gelida diventò tiepida. La ranocchia trovava piacevole nuotare in quell’acqua brodosa e continuava a canticchiare.

L’acqua si scaldò gradualmente e, nonostante tutto, la ranocchia continuava a trovare la situazione piacevole, anche se adesso cominciava un tantino a sudare.

A un certo punto, la nostra amica verde, si rese conto che l’acqua cominciava a scottare, che lei si sentiva davvero stanca e che stava per perdere le forze. La temperatura dell’acqua si elevò a circa 50 gradi e, quella che fino a poco fa le sembrava una condizione idialliaca, si trasformò in dramma…

La dolce ranocchia finì bollita.

La strega malefica poté, così, papparsi la rana senza nemmeno vederla opporsi al suo triste destino, anzi!

Lo so, lo so. la favola è cinica e adatta a noi adulti piuttosto che ai nostri bimbi. Ma fa riflettere.

Se una rana viene lanciata in una pentola di acqua bollente, schizzerà fuori in un lampo per salvarsi la vita. Se la rana viene invece posata in una pentola di acqua fredda e riposta sul fuoco, con la fiamma bassa, non si accorgerà del progressivo e costante incremento della temperatura e finirà per bollire, lessata viva.

E quando le rane siamo noi? Teniamo d’occhio il termometro!

Quando un cambiamento

avviene in un modo lento,

sufficientemente lento,

sfugge alla coscienza

e non suscita,

nella maggior parte dei casi,

alcuna reazione,

alcuna opposizione,

alcuna rivolta.

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