Girotondo_di_tutto_il_mondo

Da un paio di giorni mi sento angosciata per quello che sta accadendo in Francia. Mi angoscia l’idea di questi giovani nati e cresciuti in un paese e che odiano quel paese fino ad aver voglia di annientarlo. Sull’argomento è già stato detto tutto e il contrario di tutto. E’ più o meno dall’undici settembre del 2001 che sento ripetere periodicamente le solite vecchie frasi a proposito di terrorismo, di reazioni dell’Occidente, di integralismo e fondamentalismo islamico.

Bla, bla, bla, bla…

Che siamo giunti a un punto di non ritorno è chiaro, ma questa notte, mentre loro dormono, mi piace pensare di poter parlare ai miei bambini e spiegare loro le ragioni di quello che sta succedendo. Mi piace pensare che possano capire quello che nemmeno io riesco a capire, anche se i due più piccoli sono ancora dei poppanti col moccio al naso.

Gli attentati sono opera di gente malata, di gente che cova dentro di sé un odio talmente sedimentato da non guardare nemmeno in faccia alle persone che sta colpendo. L’odio accieca, bambini miei. Rende ciechi e ottusi e chi odia non cerca e non chiede ragioni. Non guarda in faccia a nessuno.

Da dove arriva tutto questo odio? Dipende. Pensate a un papà al quale è stato ammazzato il figlio. Come fa, lui, a non odiare? Come farà a non vedere negli occhi dei bambini del suo nemico gli occhi di quel bimbo che non c’è più?

Si può odiare per un motivo concreto, per una ideologia, per un nonnulla, persino. Io le ragioni dell’odio le capisco. Quello che non capisco è il voler colpire bersagli innocenti, che magari non c’entrano nulla, per lanciare il messaggio intriso d’odio.

Spesso l’odio, il rancore, la paura, il terrore nascono dall’ignoranza, dalla non conoscenza, finanche dalla noia.

E’ per questo che vi voglio dire: riempite le vostre teste, figli miei. Leggete, studiate, cercate di capire o quanto meno avvicinarvi al punto di vista dell’altro, anche se vi sembrerà un esercizio faticoso e inutile. L’apertura, alle volte, genera sorprese bellissime.

Leggete la Bibbia, leggete il Corano, leggete i libri di storia per conoscere le atrocità e le barbarie di cui siamo stati capaci.  Mettete sempre in conto che la verità non è una, univoca e immutabile. Considerate che si può anche cambiare idea sulle cose. Anzi, è bellissimo cambiare idea, perché significa che avete pensato, avete guardato il mondo con occhi diversi, che avete ascoltato il punto di vista di qualcun altro.

Emozionatevi. Non abbiate paura di uscire a cena con i vostri compagni marocchini, egiziani, tunisini. Alla scuola materna si vedono meravigliosi sorrisi di bimbi africani e arabi. La maggior parte dell’Islam è moderato. Non pensiate che sotto il velo debba esserci per forza un attentatore. Chiedete a quel bambino perché la sua mamma porta il velo. La sua risposta potrebbe stupirvi.

La maggior parte dei musulmani si sta vergognando per quello che succede. Domani uscirà di casa a testa bassa. Forse non incrocerà il nostro sguardo per strada, per paura, per imbarazzo.

Ricordatevi sempre dei sorrisi di Miniar, di Omar, di Mona e di Adam. Di quanti gentiluomini dalla pelle color caffelatte ci aiutano quotidianamente a trasportare il passeggino o a farlo scendere dalla metropolitana. Ricordatevi di quando siamo andati a mangiare il cous cous a casa dell’Amira e di come siamo rimasti stupiti quando abbiamo trovato le stesse cose che ci sono a casa nostra.

Sappiate che esiste, però, anche un Islam malato, che è quello che fa di un ragazzotto tutto sommato normale un terrorista spietato, che genera odio su odio, dal quale bisogna stare alla larga. Nel quale bisogna sperare di non imbattersi mai.

Abbiate delle idee in testa. Abbiate sogni da rincorrere. Dedicatevi a uno sport che non lasci spazio alla noia, che non vi rammollisca i muscoli e il cervello. Perché l’odio e la paura del diverso nascono anche dalla noia, dalla mollezza d’animo.

Considerate che al mondo non siamo tutti uguali e che non dobbiamo esserlo. Considerate che l’uomo è un essere meravigliosamente complicato e che è capace di imprese apocalittiche, di amore, crudeltà e terrore. Spesso tutto insieme.

State attenti.

Non lasciatevi infarcire la testa dalle idee di chi dice che tutti i musulmani sono stronzi o terroristi, che i rom rubano i bambini, che la gente dell’est è da evitare. Parlate con le persone. Fatevi raccontare quali sono le loro tradizioni, le loro paure, i loro sogni. Fatevi dire quali sono le peggiori parolacce nella loro lingua. Provate  a far scrivere loro il vostro nome con il loro alfabeto. Fidatevi.

Pensate sempre che con le persone si può parlare, si può cercare di capirle, si può provare a fare un pezzetto di strada insieme. Ma, allo stesso tempo, se queste persone non ci piacciono, non ci fanno sentire liberi, non ci fanno battere il cuore… Beh, da loro ci si deve allontanare. A gambe levate o in silenzio, con un sorriso.

Considerate che ogni vita è preziosa. La vostra. Quella dei bambini che arrivano sui barconi. Quella delle donne velate. Quella di chi chiede la carità ai semafori.

Bimbi miei, la mamma vorrebbe tanto consegnarvi un mondo migliore, ma l’unica cosa che sa fare è regalarvi uno spunto per riflettere, per guardarvi negli occhi, uno spazio per parlare e cercare di capire insieme le cose, anche quelle che oggi ci sembrano e probabilmente rimarranno per sempre incomprensibili.

Adesso dormite, cuccioli miei. Buona notte.

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