C’era una volta una ranocchia verde che, come tutte le ranocchie, amava saltellare qua e là. Quella mattina si accorse che un’altra ranocchia, del tutto simile a lei ma di colore giallo, stava saltellando dietro di lei, sul prato. Le sorrise e così decisero di fare un pezzetto di strada insieme. Procedevano a grandi balzi e si divertivano parecchio.

A un tratto, però, la ranocchia verde, in uno slancio di euforia, fece un salto davvero enorme verso una zona del prato poco illuminata dal sole e… Cadde in un pozzo!

La ranocchia gialla, che continuava a seguirla ridendo con tutta la faccia, cadde insieme a lei.

Trovandosi sul fondo del pozzo, le due ranocchie si guardarono impaurite e,si dissero che dovevano fare di tutto per uscire da là sotto, perché laggiù era proprio buio, faceva freddo e loro si sentivano davvero perdute…

Si misero, così, a saltare.

Boing… Boing… Boing..,

Saltarono interrottamente per giorni e giorni, ma senza riuscire ad uscire di lì.

Nei dintorni si sparse la voce delle due ranocchie imprigionate nel pozzo e, un bel giorno, comparvero centinaia di occhi che guardavano giù, verso le due poverette che, nonostante il passare del tempo, continuavano a saltare verso la luce.

Le rane curiose, fuori dal pozzo, cominciarono a borbottare fra loro e, a un certo punto, a dire che le due non sarebbero mai riuscite a salvarsi.

Si misero poi a urlare loro: “Non ce la farete, non riuscirete mai a saltare fuori di lì!”.

Ma le due ranocchie non si diedero per vinte e continuarono a saltare giorno e notte, notte e giorno.

E quelle, lì fuori, continuavano a urlare a gran voce: “Non ce la farete mai! Non ce la farete mai!”.

A un certo punto la ranocchia gialla cominciò ad avvertire la stanchezza, a saltare con sempre meno vigore, a piangere e si accoccolò sul fondo del pozzo. La ranocchia verde, invece, continuò a saltare senza tregua, ripetendo a sé stessa “Ce la posso fare!”.

Boing, boing, boing.

“Ce la posso fare e ce la farò!”.

La sua compagna, intanto, sul fondo del pozo, si era lasciata morire.

Le rane là fuori continuavano a urlare. Dopo tutti quei giorni di enormi fatiche alla ranocchia verde pareva proprio di non riuscire a farcela più. Allora raccolse tutte le sue forze, piegò al massimo le sue zampe posteriori, si figurò la luce del cielo oltre il pozzo, strinse i pugni, allungò le zampe e… Puff! Grazie a un lungo balzo riuscì a saltare fuori dal pozzo!

Le rane curiosone, meravigliate dalla costanza e dal miracolo compiuto dalla ranocchia che solo fino a poco prima avevano screditato, le chiesero quale fosse il suo segreto e come avesse fatto a compiere quell’incredibile balzo.

La ranocchia verde si voltò dall’altra parte e, senza rispondere, salterellò via. E sapete perché? Perché quella ranocchia era S O R D A.

La morale è talmente semplice da lasciare senza parole.

La ranocchia verde, a differenza della gialla, non sentendoci, non si è lasciata condizionare dalle urla della gente. Di chi, inesorabilmente, la voleva perdente.

La gialla, invece, a furia di sentirsi ripetere che non ce l’avrebbe fatta, ha desistito.

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