Uno dei piatti da strada che adoro, simbolo del meticciamento culturale che ci travolge sempre più velocemente, è il kebab.

Il mio primo kebab l’ho addentato nei primi anni ’90 a Londra, quando qui da noi ancora tutti ne ignoravano l’esistenza. Ai tempi, ragazzina, constatavo come in ogni cultura esistesse uno street food e che mentre da noi c’era il classico panino con la mortadella, in Grecia si poteva gustare il gyros passeggiando allegramente per la strada, mentre negli USA un hamburger e in Germania il classico brot con dentro il bratwurst che fuoriusciva di un palmo. Fantastico!

Durante i miei vagabondaggi per il mondo mi è sempre piaciuto osservare le culture anche attraverso la loro arte culinaria. Nella Cuba rurale puoi trovare baracchette dove ti vendono per pochi pesos dei morbidissimi paninetti con maiale arrosto sfilacciato all’interno. A Palenque ho gustato i più deliziosi taco dell’intero Messico, mentre a Ostende, sul Mare del Nord lo street food per eccellenza è un cartoccio contenente piccoli gamberetti appena scottati. Deliziosi.

Eppure, nonostante il kebab sia fra questi cibi l”unico che, purtroppo, non ho gustato direttamente nella sua terra, d’origine (quindi, mi viene anche da chiedermi: che razza di kebab avrò mai mangiato??? Mah), lui rimane lo street food del mio cuore. Per gusto, retrogusto, profumo e senso di sazietà che genera.

C’è, poi, un fatto che mi provoca puntualmente il sorriso quando acquisto un kebab. Il tizio che ti sta servendo guarda te, donna, e pronuncia, immancabilmente la seguente parola: “Completo?”. Sembra sottinteso che la donna, forse la donna italiana, mi viene da pensare, non debba mangiare cipolle e roba piccante. E quando tu rispondi “Completo!”, immancabilmente il tizio ti guarda perplesso, come a dire: “Ma sei sicura?”.

A me succede sempre, presso ogni kebabbaro. Non mi è capitato una sola volta che non mi guardassero con quella faccia lì. A dire il vero soltanto durante le mie gravidanze ho chiesto di omettere il piccante. E in quel momento ho sempre visto il tizio di turno tirare un bel sospiro di sollievo.

Ma che kebab è se non lo prendi completo? E poi vuoi mettere una bella alitata completa verso chi, sull’autobus, ti sta un po’ troppo vicino?

I love kebab.

Sempre

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