Che cosa significa convivere con un musicista?

Innanzitutto, una premessa imprescindibile: Esistono due tipi di musicisti: quelli che vogliono salire su un palco e quelli che devono scrivere i suoni che hanno nella testa. Il musicista che ho in casa appartiene alla seconda specie descritta. Ha sì un’attività concertistica, ma principalmente è un compositore.

Ecco, fatta la debita premessa, che potrà sembrare banale ma non lo è… Convivere con un musicista compositore significa che:

  1. quando state insieme, quasi ogni momento ha un sottofondo musicale;  la tua casa profuma di musica, anche alle 7 del mattino, quando tu gradiresti quanto meno profumasse di aroma di caffè;
  2. tante volte, mentre tu gli parli, ti rendi conto che la sua testa è altrove. Non bisogna prendersela: sta componendo o, forse, ripercorrendo mentalmente il suo concerto di ieri sera;
  3. devi abituarti al fatto che, tante volte, lui batte il piede a tempo di musica, anche di notte mentre sta dormendo. Niente paura. E’ tutto normale;
  4. ogni tanto, soprattutto quando è in fase ispirata, scambia la notte per il giorno. Se, nel pieno della notte, non lo trovi più nel letto, non allarmarti: non è fuggito di casa. Molto più probabilmente è di là in soggiorno che compone;
  5. lo devi indirizzare. Ci sono giorni in cui gli si abbassa drasticamente la soglia dell’attenzione. In quei giorni potrebbe dimenticarsi di tutto: le chiavi di casa, il telefono, l’abbonamento del treno. Tu lo devi aiutare, facendo sì che abbia tutto sotto mano. Ah, dimenticavo, in quei giorni è meglio non chiedergli di accompagnare i figli a scuola;
  6. hai sempre l’onore di assistere alla nascita delle sue creature. Appena ti rendi conto che la fase creativa è a pieno ritmo, ti viene automatico spostarti un po’ di lato. Ma quando senti che il momento del parto sta per arrivare, ti avvicini senza far rumore perché non vuoi perderti la magia delle note danzanti;
  7. sotto il letto o sopra gli armadi, in casa tua, non sono collocati contenitori per la biancheria o scatole portadocumenti, bensì chitarre, microfoni e piccoli o grandi strumenti per la registrazione;
  8. hai appreso termini che mai e poi mai avresti pensato di poter padroneggiare, del tipo: fingerpicking, slapping, tapping… Sai che il palissandro indiano è uno dei legni più usati per la costruzione di tastiere sia per basso sia per chitarra e che il termine dadgad, in italiano, equivale a dire che usi un’accordatura in RE sospeso;
  9. hai ceduto all’idea di avere, in camera da letto, un amplificatore al posto del comodino;
  10. godi del privilegio indiscusso di poter entrare e uscire da un mondo che non è il tuo, ma che ti accoglie  (per interposta persona) anche se tu di accordature aperte, di HD28 e di nuovo jazz non ci capisci una mazza… In questo mondo puoi incontrare veri e propri geni, romantici, talenti, virtuosi o cialtroni. Ma, sempre, uomini e donne che rincorrono un sogno.

14 risposte a "Che cosa significa convivere con un musicista?"

  1. Io l’ho trovato un articolo emozionante, per chi non vive all’interno di questo contesto può sembrare difficile capire, ma credo che per uno che vive la musica cosi non si tratti di un lavoro ma dello scopo della vita e riuscire a inglobarlo in quella che è la vita di famiglia credo sia strepitoso.
    Avere poi dall’altra parte qualcuno che non asseconda ma sceglie di parteciparne pur non avendone cognizione di causa è il top che una persona possa pretendere credo.

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  2. Ma tu di chi stai parlando? Ahahaha… Scherzo!
    Ne sono completamente conscia e penso anche io di potermi ritenere fortunata (anche se l’appellativo ‘genio’ mi sembra un tantino esagerato!).
    Grazie per la tua visita. Naturalmente gli ho già portato i tuoi saluti. Buona giornata PITT -BUL!!!

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  3. Gisella, hai la fortuna di vivere al fianco di un genio.
    è un uomo che ha la capacità, con una nota, uno sguardo, una parola di trasmettere un universo di emozioni.
    ho avuto la fortuna di conoscerlo ormai qualche anno fa, a torino e ti giuro che mi è rimasto dentro quel suo modo di affrontare LA VITA, la musica e i nostri BLUES che è davvero unico.
    è una bella descrizione quella che hai fatto ed tutto vero. loro musicisti e un pò io musicante… quando siamo tra le note… è un’altra vita, ed è bello farvi entrare gli altri ( non tutti… 😉 )
    digli che il pitt_bul lo saluta.

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  4. E’ tutto vero! Nei tanti commenti accodati al post su facebook (come posso far capire agli amici che non devono accodarsi al post su fb ma scrivere qui su WP? Mistero!) quasi tutti i musicisti e i loro conviventi ci si sono ritrovati!!!
    E’ proprio così..
    Grazie Elena, ho dato una sbirciata da te!!!

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    1. Grazie perleaiporci ! Sono onorata dal tuo commento. Quello che ho scritto è direttamente sperimentato sulla mia pelle! A breve scriverò un post su cosa significa avere un papà musicista.
      Credo che il musicista sia la categoria di uomo che più possa capire cosa significhi partorire…. le sue creature sono figli. Le sue creazioni sono parti. La fase creativa è una gestazione….

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      1. Non vedo l’ora di leggerlo allora dal momento che sono così proprio per “colpa” di mio padre! Mi è piaciuta molto l’ironia col quale hai trattato il tema e ti fa onore il fatto che tu comprenda la situazione mentale di quando si crea perchè non tutti capiscono questa condizione ( anche se mi rendo conto che è difficile ) A me capita anche quando sto per “partorire un articolo” soprattutto nella fase iniziale! 😉

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