L’idea di questo blog ha cominciato a germogliare in me durante l’inserimento di Chicchi e Paco al nido. Una delle educatrici mi raccontava di avere una carissima amica in attesa di due gemelli. E di quanto fosse colta dal panico. Le ho lasciato i miei contatti dicendole di farmi chiamare, per qualsiasi curiosità o domanda legata alla gravidanza e alla maternità doppia. Sarei stata contenta di aiutarla, anche solo raccontandole la mia esperienza personale.

So benissimo, infatti, quanto ci si possa sentire allarmate, spaventate e destabilizzate nel momento in cui si realizza di essere il contenitore umano di due cuccioli di uomo!

Io stessa, che magari oggi ostento sicurezza nel mio essere una tri-mamma abbastanza disinvolta, quando ho saputo di aspettare due gemelli sono rimasta, nell’ordine: sbigottita, inadatta,terrorizzata e inebetita per almeno 20 giorni! Dudi aveva soltanto tre anni e l’idea di passare così velocemente da mamma di una a mamma di tre mi riduceva davvero a uno straccio…

Ma torniamo a noi, a quella mattinata al nido e alla chiacchierata con l’educatrice…

Alla domanda: “Ma tu scrivi su un blog?”, ho risposto candidamente: “No…”.

Quella sera, dando un’occhiata a quanto in precedenza avevo scritto in termini di diario, di racconti o di lettere ai giornali sul tema della maternità, sia singola sia doppia, mi sono fatta la stessa domanda: “Ma perché non scrivo su un blog?”.

Inizialmente ho pensato che la mia esperienza potesse essere utile a tutti coloro che hanno a che fare con il catastrofico mondo dei gemelli; poi, però, ho considerato che il mio vissuto di mamma è cominciato ben prima dell’arrivo dei piccoli, ossia con la nascita della mia primogenita. E quindi ho pensato a un blog sull’essere mamma, ma non solo, e con una particolare sezione dedicata al Mondo dei Gemelli: riflessioni, vademecum, esperienze dirette e interviste legati all’arrivo di una cicogna con due fagottini.

Ma questo blog, in realtà, lo scrivo anche per me. E’ la mia scatola dei pensieri. Essendo una lavoratrice pendolare e avendo la famiglia sparsa qua e là in Italia e in Europa, mi sposto quotidianamente in treno e spesso in auto. Uso le ore di viaggio per riordinare i pensieri e, a volte, scrivere.

E’ per questo che mi definisco, anche, una mamma con la valigia. La mia borsa, ormai, è un borsone, che contiene di tutto: ciucci, biscotti, giochini, cambi unisex per Chicchi e Paco che alcune volte soffrono di mal d’auto, pannolini, libri per Dudi. salviettine… Tutto l’occorrente per non essere mai colti impreparati e sopravvivere agli spostamenti, agli imprevisti e ai cambi di programma dell’ultimo minuto.

Se hai voglia di sederti accanto a me o di prenderti una pausa caffè… Accomodati… Potrei essere da sola o in compagnia di qualche componente della mia tribù… Ma di posto ce n’è!!

Il sedile non sempre è pulito o in ordine, ma c’è da divertirsi.

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